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Gaetano Zampogna è stato, nel 1989, uno dei fondatori del gruppo Artmedia.
In sintonia con le direttive teoriche del movimento, basate su una concezione dell’arte intesa come “appropriazione” e “saccheggio” di opere del Novecento, inserisce su super- fici monocrome e dicrome, o supporti fotografici in cibachr… Read More
Gaetano Zampogna è stato, nel 1989, uno dei fondatori del gruppo Artmedia.
In sintonia con le direttive teoriche del movimento, basate su una concezione dell’arte intesa come “appropriazione” e “saccheggio” di opere del Novecento, inserisce su super- fici monocrome e dicrome, o supporti fotografici in cibachrome, opere originali di artisti quali Schifano, Boetti e Lewitt.
Dopo tale esperienza che si conclude nel 1994, Zampogna sposta il suo lavoro verso il recupero di una pittura di tessuto figurativo contaminata dalle mitologie mediatiche del nostro tempo; in un primo momento evidenziando la debolezza della realtà percepita come produzione pubblicitaria: all’imponenza monocromatica e lunare di grandi volti anonimi sovrappone elemento di disturbo e di disequilibrio policromatici e minimali gli “avvenimenti del mondo” come finestre mediali prese dalle copertine delle più importanti riviste internazionali. El mundo vaquero, les insolences de Naomi. Nella fase successiva Zampogna crea un rapporto alienato d’identità fra i due soggetti dilatando le precedenti finestre pubblicitarie fino a farle diventare equivalenti ai ritratti, fino a rendere, cioè, la “Realtà reale” e la “Realtà mediale” intercambiabili. Ne risulta un’immagine pittorica “smemorizzata” in cui i due “avvenimenti” dialogano con straniante naturalezza: il punto di forza delle due immagini è l’inconsistenza e l’anonimato colti in flagrante complicità. Evolution, Senza titolo n° 11. Con tecnica fine la pubblicità e la vita contemporanea si ali- mentano vicendevolmente. Le ultime opere dell’artista rappresentano un passo ulteriore e logico verso quest’analisi ironica e tragica del reale: I personaggi vivono bizzarramente all’interno delle figurazioni stilizzate del “gratta e vinci”. L’Isola del Tesoro, Animali Por- tafortuna sono icone di una contemporaneità svalorizzata che rappresentano, per l’uomo occidentale, l’attesa di una mediocre catarsi: la speranza della personale ricchezza, una chimera mediatica come antidoto al vuoto crudele e globale di questi giorni di storia.

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