Videoperatore, regista, montatore video
Professionsta freelance con partita iva
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Sognare e raccontare. Che poi è un po' la stessa cosa. Quel bimbo che andava nella saletta di proiezione a farsi dare gli spezzoni in 35mm l'ho ritrovato in quel film che tutti conoscono, che ha vinto l'Oscar.
Per me era un sogno vedere quella macchina - il proiettore cinemeccanica degli anni Settanta - girare e… Read More
Sognare e raccontare. Che poi è un po' la stessa cosa. Quel bimbo che andava nella saletta di proiezione a farsi dare gli spezzoni in 35mm l'ho ritrovato in quel film che tutti conoscono, che ha vinto l'Oscar.
Per me era un sogno vedere quella macchina - il proiettore cinemeccanica degli anni Settanta - girare e macinare storie, vederle filtrare dal vetrino ed entrare in quel fascio di luce irregolare, attraversata dal fumo, che arrivava allo schermo.
A sedici anni lo volli fare io il proiezionista e la cosa che mi affascinava di più era la lente anamorfica, che serviva a proiettare in cinemascope. Prendevamo film senza sapere di cosa parlassero, purché fossero anamorfici e occupassero in orizzontale tutto lo schermo. Quello era il formato che preferivo del cinema. Anche se per film poco importanti le immagini panoramiche le consideravo sprecate, ma in fondo chi lo può dire che un film è meno importante dell'altro? Tanto meno oggi con internet che sono tutti critici ed esperti.
A tredici anni in super otto, armato di giuntatrice e scotch, ho fatto il mio primo film. Eravamo tutti bimbi e volevamo raccontare cose da grandi, per questo erano un po' ridicole le cose che facevamo ma fatte bene. Le giunte con lo scotch a volte erano un problema, specie quando c'era la traccia sonora... e allora spesso facevamo un montaggio "live" spostandoci da un posto all'altro. Pazzesco, ma da qui ho imparato molto, moltissimo. Su pellicola non potevi sbagliare inquadratura: costava troppo e lo sviluppo bisognava aspettarlo quasi un mese, in quelle bustine Kodak gialle che arrivavano da Milano. Tornavo da scuola e fuori dalla porta trovavo la mia gatta e la busta della Kodak o quella (verde) della Perutz. E lì proiettavo vedendo se tutto andava bene. Se tutto andava bene, ok. Sennò ero un bischero. Poi tagli e giunte (che i bimbiminkia conoscono solo per la lametta di Premiere). Ovviamente sbagliavamo poco, ed ecco perché io e quelli di quel gruppo, bambini come me, una volta presa in mano la videocamera (prima a cassetta poi digitale) si sono fatti rispettare. Ed ecco perché non c'è gimbal che tenga, se dico di fare una passata a mano libera sono stabile come se usassi una steadicam. Però sono più veloce ed ingombro meno :-)
Sono anche un autore, è vero, ho dei trascorsi da giornalista e insomma scrivo benino, Questo mi consente di pianificare i miei progetti in piena autonomia, di scrivere storie e di trasformarle in film.
E poi tante altre cose: servizi giornalistici, video musicali, video di qualsiasi genere. Read Less
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