Add to Collection
About

About

« Nel nome della santa e indivisibile Trinità Amen. Carlo IV per il favore della clemenza divina sempre augusto imperatore dei Romani e re di Boe… Read More
« Nel nome della santa e indivisibile Trinità Amen. Carlo IV per il favore della clemenza divina sempre augusto imperatore dei Romani e re di Boemia, a perpetua memoria. La preclara scienza, sovrana del genere umano, emulatrice delle virtù celesti, le cui nobili membra l’odiosa violenza della peste per le regioni del mondo ha già preso con sé in un empio baratro, già privata delle sue dimore da penose abitazioni, con un grido confida in noi con un così grande gemito che giudichiamo degno soccorrerla con l’aiuto dell’Altezza Imperiale, se mai con un decreto dell’Imperatore, cui preme provvedere a tutto il mondo, possa risplendere nell’antica condizione, sorreggere la crescente umanità e certamente di nuovo feconda essere circondata da germogli. La supplica del podestà, del capitano, del Consiglio degli Anziani del comune e del popolo della città di Pavia, onorevolissimi e a noi diletti, fedeli a noi e al Sacro Impero, presentata alla nostra Maestà, chiedeva che a loro, a somiglianza di altre città, volessimo concedere per imperiale benevolenza la grazia e il privilegio della fondazione di uno Studium Generale con tutte le facoltà. Considerando i molteplici meriti di probità di cui detti Pavesi già in passato con profonda attenzione per gli studi onorarono Noi e il Sacro Romano Impero, con animo deliberato non per errore né incautamente ma in forza dell’intervenuto ragionevole parere degli elettori e degli altri principi del Sacro Impero, abbiamo ritenuto di concedere per sempre a loro, ai loro eredi e successori, la grazia di seguito indicata, che nella predetta città di Pavia sia fondato uno Studium Generale dell’uno e dell’altro diritto, vale a dire tanto del canonico quanto del civile, nonché di filosofia, di medicina e di arti liberali, grazia che d’ora innanzi venga rispettata. Vogliamo, in ragione di questa nostra concessione, che lo Studium, i suoi studenti, i rettori, i doctores, i baccalarii, gli ufficiali, i ministri, gli inservienti, le loro famiglie e le famiglie di ciascuno di essi, qualunque sia il loro nome, e di qualsivoglia dignità, status, ordine o condizione siano, godano di quei privilegi, libertà, immunità, indulti e grazie che sono riconosciuti agli Studia di Parigi, Bologna, Oxford, Orléans e Montepellier e a qualunque altro privilegiato Studium Generale e che li godano pienamente come se i privilegi, le libertà, le immunità, gli indulti e le grazie di tal fatta fossero indicati ai presenti parola per parola. Decidendo e ordinando in forza di questa nostra costituzione imperiale, che sarà per sempre valida, nella piena consapevolezza della pienezza della potestà imperiale, che detta città pavese, sorretta dalla presente nostra concessione, goda in perpetuo del grazioso privilegio di uno Studium Generale. E che il vescovo pavese, attuale e futuro, personalmente o per mezzo di un suo vicario o luogotenente, con il parere e l’approvazione dei doctores e dei professori del menzionato Studium, rispettati la forma, il modo e le regole che in questi casi si era soliti osservare nei predetti Studia Generalia e negli altri Studia, a coloro che per questo si saranno giudicati idonei e degni possa concedere la licentia legendi, dopo un esame li possa laureare, possa conferire loro ritualmente le insegne del dottorato o del magistero e di queste solennemente investirli. Inoltre, affinché qualsivoglia scolaro e studente del predetto Studium pavese possa dedicarsi agli studi delle lettere tanto più liberamente quanto più sarà sollevato da molestie e disordini e quanto più sarà avvolto dalla benevolenza imperiale, per la clemenza in noi innata, accogliamo in piena consapevolezza sotto la speciale protezione, tutela e difesa nostra e del Sacro Romano Impero i rettori, i doctores, tutti gli scolari o studenti dello Studium, ciascuno di loro e ad uno ad uno, e di ognuno di essi i familiari, i servi, i ministri ed anche le scuole, le case o alloggi. Perciò a nessun uomo sia consentito violare questo scritto della nostra mente o opporvisi con un’impresa temeraria. Se tuttavia taluno oserà tentare il contrario sappia di incorrere senza possibilità di remissione, per tante volte quante sarà stata commessa la violazione, nel bando imperiale e nella pena di cento marche d’oro puro, di cui stabiliamo che la metà sia destinata al fisco e la restante parte a utile del predetto Studium pavese, conservando nondimeno piena efficacia, espiata o rimessa la pena, ogni cosa precedentemente stabilita. Dato a Norimberga, l’anno del Signore 1361, quattordicesima indizione, 13 aprile, quindicesimo anno del nostro regno e settimo dell’impero. » (Carlo IV del Sacro Romano Impero[2], Decreto di Fondazione dello Studium Generale) Read Less
Published: