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documentary shots about trains and trams in Rome.
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Il corpo urbano
Roma, Italy  
 
These shots tell about places of Rome where rails, trains and cars blend their shadows and shapes.
Crossroads and jonctions from the centre of the city to the suburbs where the countryside of old times meets the urban blight. 
All the photos has been shot with a Pentax P30 on black and white films.

Questi scatti raccontano i luoghi nevralgici della rete ferroviaria e tranviaria che collega Roma e la sua provincia. Qui le strade scorrono parallele e si sovrappongono ai binari dei tram, le stazioni ferroviarie emergono da un paesaggio di degrado o semiurbanizzazione, dove la campagna di una volta riesce ancora ad esistere e si insinua tra il cemento dei nuovi palazzi.

La costruzione delle linee ferroviarie di collegamento con la provincia, e la loro penetrazione fino a al centro urbano sono state l’occasione di lavori interminabili, sempre accompagnati da un’edificazione senza regole che ha creato degrado. 

Porta Maggiore è il punto in cui Via Prenestina e Via Casilina si incontrano, abbandonano la loro corsa attraverso la periferia est della città per avvicinarsi al centro di Roma, fino a toccarne i resti archeologici più importanti. Questa piazza è uno spazio stratiforme, in cui il movimento frenetico della città si snoda e corre su diversi livelli: i treni nazionali diretti a Termini in alto, sulla testa della gente, a terra, sotto i loro piedi, scorrono i binari dei tram, che intrecciano le loro traiettorie e quelle del traffico. Immobili resistono i resti degli acquedotti, circondati dal flusso caotico della vita quotidiana romana. 

Poco distante ecco la Tangenziale Est, mostro architettonico ormai antico, rispetto alle nuove evoluzioni urbanistiche. La sopraelevata trasforma la strada in elemento domestico, non più realtà esterna in cui immergersi. La strada entra nelle case della gente. E’ sopra, sotto, affianco a noi, l’ombra della sua sagoma oscura la strada e disegna geometrie sull’asfalto. 

Su Via Flaminia, ritroviamo una strada e una ferrovia che corrono parallele come su Via Casilina. i vecchi casali e Saxa Rubra, la città mediatica, convivono in uno spazio di confine degradato.
La stazione della Sede Rai è il monumento perfetto a questa contraddizione urbana. Luogo spettrale nel suo riempirsi e svuotarsi ogni giorno, sempre agli stessi orari. Una stazione semidistrutta, che sembra quasi sopravissuta ad una guerriglia urbana, ormai ridotta a scheletro di ferro e cemento, con il profilo della città sempre in lontananza.

Ciò che rimane di questa Roma ferroviaria e arrugginita sono i dettagli poetici in un paesaggio inquinato da forme architettoniche mostruose e rumorose, le geometrie improvvise nel bel mezzo del caos, il vuoto che si alterna a luoghi asfissianti, i corpi delle persone che riempiono la città ogni giorno, attraversandola con il loro respiro.
Tutte le foto sono state scattate con una Pentax P30 e pellicole in bianco e nero.