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Fotografie degli interni del museo della "Punta della Dogana" a Venezia.
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Così come le anime dei Greci pagavano l'attraversamento dell'Archeronte verso il regno dell'Ade, alla Dogana del Mar, si deve onorare in diritto di passaggio tra l'Adriatico e la città di Venezia. Nel 1677 da Giuseppe Benoni nasce e cresce la nuova Punta della Dogana, che segue l'antico perimetro dell'edificio che venne restaurato nei vari anni di attività della Dogana, senza mai modificarne la struttura fondamentale.
Edificio armonioso con un disegno in pianta a forma di prua, proprio dalla vocazione marittima di Venezia, era segnanto da un' idea di pietra, pali e mattoni.
Francois Pinault nel 2005 prese l'impegno di incontrare il nuovo Sindaco della città, Paolo Costa per concludere l'aquisizione del Palazzo Grassi, che era stato di Gianni Agnelli fino alla sua morte. All'aquisizione dei 2 edifici, Palazzo Grassi e la Punta della Dogana, Francois Pinault commissionò il restauro all'architetto Tadao Ando. Il problema fondamentale era dato dalla salvaguardia del patrimonio artistico, che impedivano modifiche alla facciata e che alcune parti significative degli interni venissero modificate. La sfida era di creare spazi adatti
all'esposizione di un'arte fortemente contemporanea tra mure antiche.
Tadao Ando scelse di vedere il restauro come un'architettura a forma geometrica semplice. Il suo volume è creato da un'estrusione di un triangolo, mentre il suo interno e caratterizzato da muri paralleli in lunghi rettangoli. Come segno di prestigio, l'architetto si è permesso di creare uno spazio centrale, cubico, di cemento, alto quanto il resto della struttura in modo da diventare un asse portante per tutti gli spazi rinnovati.
"Nella ristrutturazione della Punta della Dogana, avevo, entro un certo limite, una maggiore flessibilità. Ho puntato a provocare uno scontro ad effetto tra il vecchio ed il nuovo, inserendo uno spazio delimitato da muri in cemento armato all'interno della struttura esistente; un esercizio che evidenzia la serie di strati storici, e porta con sè un senso di chiarezza e di comprensione, invece di coprire o di cancellare la storia".