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Personal research
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Next Africa
www.speranzacasillo.com/nextafrica

scelto per supportare il Project Migration, un progetto di Hilary Rowland e promosso dal musicista Sting. È stato in mostra in una personale a Soho, NewYork e a Roma.
 
Il progetto nasce dalla considerazione che se è vero che chi ci governa, chi ci istruisce,
chi si prende cura di una nazione in fondo contribuisce a rendere questa nazione felice,
allora è necessario chiedere a ognuno la propria idea di felicità affinché la ricerca di miglioramento possa tornare a mettere al centro la persona.
Ho fotografato molte persone dagli studenti universitari, ai ragazzi del popolo delle carriole
de L’Aquila, gli immigrati di diverse etnie e con differenti storie personali, da professionisti
a giovani lavoratori di Rosarno, persone senza fissa dimora, scrittori, musicisti, intellettuali,
da Mario Monicelli, Don Andrea Gallo, Roberto Saviano, Padre Zanotelli e tanti altri.
Ad ognuno ho chiesto una foto e di scrivere una breve idea di felicità sulla foto stessa.
Ho continuato il progetto in Africa (Sud Africa, nelle township attorno a Cape Town), dove
ho raccolto pensieri in diverse lingue (inglese, Xhosa, Chichewa) e ho potuto notare la diversa concezione del concetto di felicità e dello stare bene. Ho raccolto “pensieri felici“ in Kenya tra
le popolazioni maasai delle Chyulu Hills e le popolazioni musulmane dell’isola di Lamu.
Mi piacerebbe portarlo in altri paesi.
 
 
 
[out]istic
con la musica inedita di Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso) e Paolo Sentinelli
”A volte, creare immagini salva la vita. E ti salva da te stessa. Ora lo so, con certezza.“
 
ROOTS, SELF PORTRAIT FROM MY PAST LIFE
“In ognuna di queste fotografie ci sono tutti i luoghi dove mi sono sentita a casa.
Fin dalla prima volta, magicamente, li ho riconosciuti, era come ci fossi già stata,
un frammento della mia energia era già lì, li aveva già abitati.
Sono i luoghi in cui chiaramente ho percepito che ovunque sarei andata,
avrei portato con me, sempre, tutto ciò che sono stata.“
 
BeingYou è uno spazio per accogliere parole, silenzi, desiderio di raccontarsi
e di raccontare la quotidianità fatta di cose piccole, preziose, ricchissime.
Storie sussurrate senza il clamore dei tempi.
Le storie sono quelle di Igiaba Scego, scrittrice italo-somala;
Milko Stefanov, barbiere bulgaro; Simone Cecchetti, fotografo romano;
Paola Peloso, insegnante di danza afro; Carla Parola, scrittrice “biologicamente evoluta”;
Ugo Bonessi, musicista, fra i massimi interpreti delle musiche di Gurdjeff.
BeingYou non è stato pensato, è un progetto “sentito”
col desiderio unico di veicolare bellezza e armonia.
GOMORRA
www.speranzacasillo.com/gomorra

Il sito raccoglie le tavole digitali che raccontano i protagonisti del libro di Roberto Saviano,
circa 900 foto di persone che hanno alzato una mano per sostenere lo scrittore
e reportage fotografici che dal 2007 sono stati realizzati a seguito di Roberto Saviano.
Progetto premiato al PWI, Premio Web Italia (Miglior artista dell’anno)
 
Me ♥ Pics ♥ Against ♥ Myself
Fotografie contro me stessa
http://www.speranzacasillo.com/picsagainstmyself/
MOSTRE
2011/mostra personale
-NEXT AFRICA
SOHO LOFT GALLERY, New York

La Soho Loft Gallery di New York ha scelto i lavori di Speranza Casillo per sostenere il Project Migration (www.projectmigration.org ), un progetto ideato da Hilary Rowland e promosso dal musicista Sting e Richard Branson.
2011/mostra personale
-BEYOND AFRICA
Arte5, Roma
2011/mostra collettiva
-POLIS
Nea Art Gallery, Napoli
2009/mostra personale
-GOMORRA. Fotoillustrazioni di Speranza Casillo ispirate al lavoro letterario di Roberto Saviano.
presso il teatro San Ferdinando di Napoli,in concomitanza con lo spettacolo teatrale Gomorra di Mario Gelardi e Roberto Saviano
2009/mostra personale
-SE SI ALZA UNA MANO POI SI ALZANO TUTTE: un muro di circa 900 fotografie di persone che ci “hanno messo la faccia“ e hanno alzato una mano per sostenere e proteggere chi mette a rischio la propria vita per la verità e la giustizia. Per l’amore della propria terra.
presso il teatro San Ferdinando di Napoli,in concomitanza con lo spettacolo teatrale Gomorra di Mario Gelardi e Roberto Saviano
2007/mostra collettiva
- SIAMO_VASI_COMUNICANTI, presso la MYA LURGO GALLERY, Lugano, Svizzera.
2006/mostra collettiva
- COINCIDENZE IN/TRANSITO, presso Modo, Firenze
2005/mostra collettiva
- VISUAL, NoGoodGirl, Firenze
- •• 18. Extasy - the final show [R][R][F]200x--->XP - global networking  by de Cologne
- ZEN a cura di Genomart, Salerno
2004/mostra collettiva
- HypeGallery, Paris
Il video ”break On Through” è stato scelto per rappresentare la selezione italiana
 del progetto javamuseum nei seguenti festival/eventi:
    VI Salon Y Coloquio Internacional De Arte Digital
    Havana  (Cuba) 21-24 June
    International Festival Of New Film And New Media Split/croatia (26 june-2 july)
    Biennale Of Electronic Art Perth/australia,  7 September -17 November
- DIGIARTE 2004, Polo Scientifico- Sesto Fiorentino
- Woman, uno sguardo attraverso, Casa Internazionale delle donne - Roma
- xx identità femminile, SupperClub - Roma
2002/mostra collettiva
- Digital Clip Festival - GAM Galleria civica d’arte moderna, Torino
- International computer art festival, Nova Gorica, Slovenia
- Bip-Art Biennale di arte contemporanea di Porto Ercole, Porto Ercole- Forte stella
- Italian Netart, Javamuseum by Wilfried Agricola De Cologne, Germania
- Global Poetry /KARENINA
- Torino Digital Film Festival, Torino
- Galleria Tiscali arte esposizione permanente
2001/mostra collettiva
- Biennale Dei Giovani Artisti Dell’Europa e Del Mediterraneo - Sarajevo
- Caos e comunicazione, Openspace - Milano
2000/mostra collettiva
- Enzimi 2000 - promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Giovanili.
PREMI E RECENSIONI:
Oscar di Bilancio, premio Ferpi per il miglior bilancio aziendale 2011 (Cliente: Fondazione Vodafone)
- PWI Premio “Artista dell’anno“ 2009
“...per la qualità di contenuto delle produzioni visive ed espressive realizzate attraverso la cruda visione poetica. In particolare la direzione di Premio Web Italia ha seguito il lavoro appassionato attorno all’evento Se si alza una mano poi si alzano tutte realizzato anche grazie all’uso condiviso dei social network.”
- FUTURE WEB FESTIVAL Miglior sito web, opera più creativa nella categoria siti independent.
 
- Pubblicazione su HEADMAGAZINE, Londra
- Pubblicazione in WEB DESIGN INDEX 4
- THE GOLDEN WEB AWARD
- MOLUV Featured Site Award
- ITALIAN WEB AWARDS
  Finalista nella categoria ‘Arte e Cultura’ degli Oscar italiani del web
  (sito vincitore RAI teche).
- OTRADESIGN miglior sito del mese
inserimento del sito www.speranzacasillo.com in diversi siti dedicati al design tra cui:
EXIBART; FUTURE WEB FESTIVAL; EADESIGN; MEDIAINSPIRATION; ECTOPLASMA; WDE; WEBESTEEM; SCENE 360; ARTEDIGITALE.NET; BRIANTWISTING; GORILLAMAGAZINE
MOLUV’S PICKS; SMART.HUE; ALTCTRLSUPR; VISUAL DESIGNER; SODA;
DIGITALEVOLUTION; INTERNET VIBES; DESIGNRADAR; VISUELLERORGASMUS;
COMPUTERGRAFICA; ROBOCORE; FLASHMOVE; LELAB; 4efx; COOLWEBSITES.DK
DT; NO67...
Recensioni e interviste su RADIORAI, LA3, RADIO CITTÀ FUTURA, WEBRADIO DELL’UNIVERSITÀ DI SALERNO, CORRIERE DELLA SERA; COMPUTER GRAPHICS & PUBLISHING; EXIBART; IL NUOVO; RAI SMARTWEB; DOL’S.NET
Breve rassegna stampa
“Cara Speranza, le tue foto hanno anima.“ Roberto Saviano
“...Spé, nessuno mi fotografa come te. Nessuno al mondo. E dico sul serio.“ Roberto Saviano

“...Speranza has achieved what can only be achieved with sensibility. To inhabit the lives of a storied people (especially people whose story is too infrequently heard directly from them) and dare to recount their story is a perilous place. The telling is often taken up with sincerity but, most often, any honest and new-dimensioned narrative is quickly wrangled to pedestrian ground by powerful cliche. That’s what cliches do: Don’t hate them. They allow us to perceive the broad shapes and main roads that make daily living, if not anything but linear progress possible. But, where art is concerned, it must be troubled with seeking a new plane, opening a new eye with which to view the familiar. So, unless a Western eye can even approach sensibility that displaces “them” and us,” I think we have enough of the old stories to leave Africa alone, especially when dealing with the Massai. I don’t claim expertise, only a priority for art that begins with “them” AS “us,” human. Speranza starts here, by carrying this sensibility into her photo collages and by interweaving the words and feelings of the Massai into her work. The result is OUR humanity, not that “those (ever-mystical) Africans” who writers and artists rarely portray as human“ Eric J. Henderson, artist, New York

“Speranza recent collection of African Photos is breathtaking! Her ability to capture beauty in art is extraordinary. Her photos in a sense come to life! I have been inspired by her work of ART“
Hugues Sygney -President of Freedom Through Knowledge, New York

1975: my “first” Africa. I was 11. A dream coming true, after the many stories from my father.
After many safari, I settled in Hemingway’s Green Hills of Africa, with the Maasai.
It is now 15 years that I live and work with and for them.
In these years I met many special people, with incredible talents - two names above all: Isabel Allende, Edward Norton. Speranza Casillo is the most special of all. Her art is the quintessence of Africa beauty and hardship.
She superbly combines the yin and yang of Africa, the smiles and the tears on this Continent where we all come from.
Speranza: thank you! Africa is more alive and more beautiful through you art, and me with it. After admiring your pieces, after reading your words, I walk lighter. You make everything surrounding you more shining. “Asante”, Luca Belpietro - The Maasai Wilderness Conservation Trust, Kenya.
 

tratto dall’articolo
“Magnifiche Visioni” di William Molducci
Computer Graphics & Publishing
La struttura dell’opera è pensata in una logica di immagini caotiche che hanno come riferimento
la cultura dello zapping, i film e le tecniche dell’elaborazione fotografica. Si sfrutta il caos per far emergere una molteplicità di linguaggi e di messaggi che, in qualche caso, perdono il loro significato proprio per essere segno e/o slogan pubblicitari. Attraverso le immagini si dipana un racconto dolente e, a volte, violento, emotivamente sempre forte. Filo spinato, revolver, lamette, siringhe, tutto ciò che allude a tagli e ferite è presente nelle immagini che costituiscono la serie Esperimenti Digitali. Questo repertorio di un’oggettistica di offesa e dolore mira a formare un moderno catalogo per un rinvigorito e barocco “memento mori”.
La trama dei fatti, focalizzata su momenti di abbandono e di ansia, di dolore e rinuncia, completa il suo percorso in maniera esatta ponendo in diretto legame le cose che racconta con le modalità grafiche adottate.
Un bel connubio di trama e stile, insomma. Ma insistiamo maggiormente su questa vena narrativa delle immagini, tanto più è forte quanto più sembra essere difficile il suo compito di ricucire (narrativamente) ciò che si è definitivamente spezzato (esistenzialmente). Diciamo la verità, capita spesso di vedere belle realizzazioni grafiche, spesso tecnicamente egregie, che però non hanno tra loro nessun legame.
I siti Web sembrano spesso appartenere alla famiglia delle vetrinette assortite dell’ “ecco cosa riesco a fare”. Più raramente sembrano essere in grado di rimandare al più interessante “ecco cosa volevo dire”, che alla lunga risulta più coinvolgente per chi guarda.
Se il grafico sceglie questa impostazione, all’osservatore viene offerta la sana impressione di aver incontrato una persona, di aver ascoltato e raccolto una confidenziale raccolta di frammenti di storia. Allora l’incontro si fa sensibile, più incisivo, certamente più duraturo di ogni carrellata sulle abilità tecniche di qualsiasi grafico. Questa esigenza di narrare a se stessi e di mostrare chiaramente anche all’osservatore è ben evidente nel lavoro di Speranza Casillo.
Ancor più, è rinforzata dalla presenza delle parole disseminate sui disegni non con semplice funzione di decorazione e riempimento di vuoti, ma proprio con l’intenzione di chiarire, sottolineare e rinforzare il messaggio delle immagini. Sono parole tratte da canzoni dei 99Posse, Carmen Consoli e altri. Ma forse il testo più curioso e interessante è quello costruito facendo ricorso all’interfaccia di Photoshop metaforizzato a dovere per parlare di sé: “desiderio di un viaggio nei pixel più scuri dell’immagine dove perdo memoria di me. Da 1152x870 pixel accolta e finalmente cancellata da una machera di livello già applicata. Svuoto storia e cancello appunti. Un solo undo semmai vorrò tornare”.
 
tratto dall’intervista
“E non chiamatemi artista” di S. Levenson  
 
... le sue immagini sono di una bellezza inquietante: un mix di fotografia, grafica e pittura digitale.
Corpi di donna, frasi, lamette e pistole sovrapposte, velate, deformate: tutto come sospeso, annegato nel colore. Forse è a causa di questa immediatezza che sono rimasta affascinata dalle sue opere. O forse mi ha spiazzato il fatto che utilizzi un linguaggio che siamo abituati a identificare come pubblicitario per parlare, invece, dell’irrequietezza del vivere e di se stessa.
Così ho desiderato conoscerla, questa grafica napoletana  che ha studiato Art Direction all’Istituto Europeo di Design di Roma. Lavora come graphic designer e ogni tanto dal suo computer non escono solo brochure o campagne pubblicitarie, ma lavori emozionanti come quelli esposti alla mostra...