Add to Collection
About

About

Dal particolare paesaggio nasce la volontà di un intervento minimale, fatto di segni, di tracce, di cuciture di vecchi allineamenti o tagli che l… Read More
Dal particolare paesaggio nasce la volontà di un intervento minimale, fatto di segni, di tracce, di cuciture di vecchi allineamenti o tagli che li ricompongono, di luce e di luci. Un grande piano di pietra calcarea steso senza soluzione di continuità tra gli edifici li unisce, li mette in relazione, li illumina, li rende visibili. Il grande taglio nato dagli allineamenti degli edifici che immettono nella parte centrale della piazza, raccoglie le acque piovane dell’invaso. Il sagrato integra nella sua geometria triangolare la scalinata d’accesso alla parte alta della piazza. Sotto la pelle della piazza emergono, come in una sorta di memoria archeologica, le antiche tessiture. Il tessuto che emerge dalla spellatura è generato dalla facciata-telaio realizzata sull’edificio a torre che incombe sul sagrato della chiesa. Il ritmo regolare della sua facciata, nonché la sua manifesta estraneità dal contesto, è preso a pretesto per la realizzazione di un’opera che diventi simbolo dell’intero intervento. Fotografie © confinivisivi Read Less
Published:
L'intervento definisce e crea una nuova piazza, sull'invaso delle due piazze del municipio e della chiesa, e di un tratto di via. I diversi spazi preesistenti sono unificati grazie all'uso di una nuova pavimentazione stesa senza soluzione di continuità, la cui trama regolare è puntualmente interrotta da elementi di diversa geometria e colore, in corrispondenza degli edifici e delle ricuciture tra i livelli della piazza.
La pietra calcarea, il biancone di Orosei, è posata e lavorata con diverse grane per ottenere effetti di riflessione e diffusione della luce. Il piano è attraversato da un grande taglio allineato agli edifici lungo la via, e da un evidente triangolo che comprende la scalinata di accesso alla parte alta della piazza. La tessitura fortemente geometrica del grande triangolo traspone nella piazza, in una sorta di memoria archeologica, i materiali dell'antico campanile: il basalto, i mattoni in cotto, le scandole smaltate della copertura.