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La solita vecchia storia è una storia che si sfoglia più delle altre. Non solo perché bisogna girare le pagine per leggerla, ma perché, a ogni lettura, perde qualche pezzo. Si sgretola. Si frantuma. Diventa un’altra storia, per poi non essere più niente. È la storia di mia nonna. Quella che le ho chiesto di raccontarmi almeno mille volte – e che quindi ha avuto mille versioni diverse – e quella su cui ho costruito la sua mitologia, che l’ha trasformata nella donna forte, così forte da fregare i tedeschi. La solita vecchia storia è però anche la solita vecchia storia. Quella che tutti si sono sentiti raccontare almeno una volta e che ascolteranno molte altre volte. È la storia che racconta il tempo. Read Less
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La solita vecchia storia è una storia che si sfoglia più delle altre.
Non solo perché bisogna girare le pagine per leggerla, ma perché, a ogni
lettura, perde qualche pezzo. Si sgretola. Si frantuma. Diventa un’altra storia, per poi non essere più niente.
È la storia di mia nonna. Quella che le ho chiesto di raccontarmi almeno mille volte – e che
quindi ha avuto mille versioni diverse – e quella su cui ho costruito la sua mitologia, che l’ha trasformata nella donna forte, così forte da fregare i tedeschi.

La solita vecchia storia è però anche la solita vecchia storia. Quella che tutti si sono sentiti
raccontare almeno una volta e che ascolteranno molte altre volte. È la storia che racconta il tempo.
 
 
The same old story
The same old story is a tale that page after page, reading after reading, loses pieces.
It crumbles, becoming a different story, and in the end nothing remains.
It’s my grandmother story, the one I asked her to tell me thounsand times… that’s why it has thousand different versions. And also the one that makes her my hero, the strong woman that had tricked Germans.
 
Moreover, the same old story is the same old story, the one that everyone at least once has listened to and that they will listen many many other times. It’s the tale tolb by Time.
 
 
 
 
 
La solita vecchia storia
 
1
Quando arrivarono era aprile perché stavamo piantando i pomodori. Fummo costretti a ospitarli perché mio  padre aveva una fabbrica di scope e non poteva certo negare di avere spazio. Non parlavano l’italiano, però riuscivano a farsi capire. Stavano nel fienile. Uno di loro, non molto alto e un po’ tarchiato, mi fissava un po’ troppo, ogni volta che mi voltavo incrociavo il suo sguardo. Fortuna che in pochi giorni se ne sarebbero andati. Si diceva che la guerra questa volta fosse davvero finita, che stavano rientrando in Germania. Anche le bombe sarebbero sparite con loro.
Una mattina iniziarono a radunare tutte le loro cose, si stavano per rimettere in marcia. Era un lunedì, il giorno prima eravamo andati in chiesa. Il soldato iniziò a cercarmi, a chiedere di me alle mie sorelle.
Non sapeva nemmeno il mio nome, ma ero l’unica bionda, l’unica con gli occhi celesti, l’unica ariana. La sola
di dieci sorelle, mentre i maschi erano ancora in guerra. Ci venne paura. Mia madre mi portò in camera sua
e mi nascose sotto il piumone, di notte era ancora freddo quell’anno. Sistemò le piume d’oca in modo
da renderlo uniforme, nonostante la mia sagoma rannicchiata lì sotto.
Le mie sorelle gli dissero che non c’ero, ma lui non volle crederci e venne a cercarmi. Nel fosso,
nei campi e poi in casa. In cucina, nelle camere, negli armadi e persino sotto il letto.
Non si rassegnava. Mi ricordo che sentii i suoi passi, li riconobbi subito perché aveva un’andatura
irregolare, un po’ zoppa. Trattenni il respiro. Tentai di fermare il cuore, mi sembrava che con i battiti si muovesse tutto il mio corpo. Poi lo chiamarono “Oberfeldwebel”. Guardò anche dietro le tende. Infine torno giù e ripartirono.
 
It was April when soldiers arrived, I remember it because we were planting tomatoes.
We had to host them because my father had a broom industry and he couldn’t say that there was no space.
They couldn’t speak Italian, but they found a way to get understood. They settled in the barn.
Sometimes I noticed that one of them stared at me. He was a bit dumpy and not very tall, whenever I rolled over I could meet his glance.
Thanks God they will stay just for few more days – I thought.
People were saying that this time the war was ceasing for real, Germans were going back home. Bombs would have disappeared too.
One day, a Monday morning while I was still thinking about Sunday’s mess, they started to collect all their belongings. They were leaving.
The guy came to look for me, asking my sisters were I was.
He didn’t know my name, but I was the only blonde daughter, the only one with blue eyes, the only truly Aryan of ten sisters, all the boys were at war.
We were all scared. My mother brought me in her bedroom and hid me under the duvet.
It was a particular year, still cold. She arranged the duck feathers, trying to make them look uniform, although I was crouched down there.
My sisters told him that I went out to the next village, but he didn’t believe it and searched for me in the ditch, in the fields and inside the house. In the kitchen, in the bedrooms, inside the cupboards and even under the beds. He wouldn’t give up.
I can still remember his steps. They were so recognizable because he limped a bit.
I held my breath. I tried to stop my heart but I could feel all of my body shaking with my heartbeats. Then his buddies called him, “Oberfeldwebel”.
He looked behind the curtains and finally left.
 
2
Quando arrivarono era primavera perché stavamo seminando.
Mio papà aveva una fabbrica di scope e anche campi, quindi dovette ospitarli per forza. Lo spazio non
mancava, così gli lasciammo il granaio. Anche se non parlavano la nostra lingua, si facevano
capire. Uno in particolare, l’avevamo capito benissimo, perché mi guardava in continuazione.
Era alto e grosso. Per fortuna si diceva che sarebbero rimasti poco, perché stavano tornando in Germania.
Sembrava che la guerra stesse davvero per finire.
Poi un lunedì iniziarono a sbaraccare e il soldato venne a cercarmi, chiese di me alle mie sorelle,
della ragazza bionda con gli occhi celesti. Mia madre mi fece nascondere sotto il piumone
di una camera e lo sistemò appiattendolo per bene. Venne il soldato e mi cercò dappertutto, persino
negli armadi e sotto il letto. Ogni tanto mi tornano ancora in mente i suoi passi e io che trattenevo il respiro.
Poi lo richiamarono “Tenente”. Guardò anche dietro le tende e finalmente se ne andò.
 
It was springtime when they came, we were seeding.
My dad had a broom factory and some fields. The space was enough, so we let them stay in the barn.
Even though they couldn’t speak our language they found a way to get understood, especially one of them.
Everyone had realized precisely what was going on, he was staring at me all the time.
He was tall and plump.
Luckily people were saying that they wouldn’t stay long, that they were going back to Germany. It seemed that war was finally over.
Then, on a Monday morning, they started to clear out. The soldier came to look for me, interrogating my sisters about the blonde girl with blue eyes.
My mum hid me under the duvet of one of the bedroom and arranged it, flattening the feathers.
He came and looked all over, even in the cupboards and under the bed.
Sometimes I recall his steps and me holding my breath.
Then they called him: “Lieutenant”. He looked behind the curtains and finally went away.

3
Arrivarono in primavera. Mio papà produceva scope e aveva anche campi, quindi fu costretto a ospitarli perché di spazio ce n’era.
Uno dei soldati, uno grosso, mi guardava sempre. Si mormorava che se ne sarebbero andati in fretta,
perché la guerra stava finendo. Io ero la più contenta di tutti, quello sguardo era così pesante.
Poi un giorno, mi pare fosse un martedì, raccolsero tutte le loro cose. Il sergente chiese di me alle mie
sorelle, voleva portarmi via con loro, in Germania. Mi nascosi in camera, sotto il piumone, le mie
sorelle lo appiattirono per bene. Il soldato mi cercò ovunque, anche sotto al letto.
Ricordo ancora i suoi passi gravi, smisi di respirare. Poi i compagni lo richiamarono “Sergente”.
Aprì l’armadio e, sconsolato, uscì. Adieu.
 
Soldiers came in springtime.
Dad had fields and was a broom producer, so he had to let them stay. We were plenty of space.
One of them, a fatty one, stared at me all the time.
It was murmured that they would have left soon, that war was ending.
Io was the gladdest, that glance was so heavy.
Then, one day, it might have been a Tuesday, they collected their stuff.
The sergeant asked my sisters about me, he wanted to carry me away with them, to Germany.
I hid in the bedroom, under the duvet that my sisters flattened.
He searched everywhere, even under the bed.
I can still remember his hefty steps and me not breathing.
Then his pals recall him “Lieutenant”.
He opened the closet and then disconsolate he left.
Bye.

4
Si fermarono da noi perché mio padre aveva una fabbrica di scope e quindi avevamo tanto spazio.
C’era un soldato che mi fissava in continuazione e m‘intimoriva un po’. Per fortuna si diceva che si sarebbero fermati poco, che la guerra stava finendo e loro sarebbero tornati a casa.
Un giorno, mentre radunavano le loro cose, il soldato venne a cercarmi per portarmi con lui in Germania.
Mi nascosi sotto il piumone. Lui cercò dappertutto anche sotto al letto. Infatti, quando sentii i suoi
passi entrare nella stanza io trattenni il respiro. Guardò ancora da qualche parte e se ne andò, con
tutti i suoi compagni.
 
They stayed with us because my father had a broom factory, hence we were plenty of space.
There was a soldier that kept on gazing at me and I was a bit frighten.
Luckily iwas said that they were to leave, war was almost over and they were going back home.
One day, while they were clearing out, the soldier searched for me. He wanted to carry me away with me, in Germany.
I hid under the duvet. He searched and searched, even under the bed. In fact when I heard his steps entering the room I held my breath.
He looked around and then left, with all his buddies.

5
Avevamo una fabbrica di scope e quindi dovemmo ospitare i soldati.
Ce n’era uno che si era innamorato di me e prima di andarsene mi venne a cercare per portarmi via.
Io dovevo nascondermi da qualche parte. Quindi mi infilai nel letto e provai a non respirare.
Lui cercò in giro, anche in quella stanza, ma per fortuna non si accorse di me.
 
We had a broom factory so we were forced to host soldiers.
One of them fell in love with me and before leaving searched for me to carry me away.
I had to hide somewhere.
So I sneaked under the bed, trying not to breath. He looked around, also in that room, but luckily he didn’t notice me.
 
6
Uno dei soldati si era innamorato di me, voleva portarmi via.
Io mi nascosi nel letto, lui mi cercò in casa ma non riuscì a trovarmi.
 
One of the soldiers fell in love with me and tried to carry me away.
I hid under the bed. He searched for me inside the house but couldn’t find me.
 
7
Voleva portarmi via.
Io stavo, stavo nel, nel, nel.
E poi non.
 
He wanted to carry me away.
I was there, I was in, in, in the.
And then I didn’t.
 

 
8
Era.
 
Once.