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Ridare per un istante, una parvenza di vita a luoghi da tempo inabitati, riscoprendo vecchie abitazioni di campagna abbandonate da decenni, ma ch… Read More
Ridare per un istante, una parvenza di vita a luoghi da tempo inabitati, riscoprendo vecchie abitazioni di campagna abbandonate da decenni, ma che conservano ancora storie e ricordi, dove tra vecchie mura e tetti crollati, si aggirano figure ridotte ad ombre, personaggi senza volto, simulacri del passato. “La stagione delle ombre” é un progetto che riflette sul cambiamento del rapporto tra uomo e campagna, sulle stagioni e sullo scorrere del tempo legato alla terra, sull’invecchiamento fisico e mentale che si manifesta sulle cose e sui luoghi; sulla natura che si riprende gli spazi che le sono stati tolti sgretolando e avvolgendo cio' che l'uomo ha costruito. Luoghi come paesaggi cerebrali, rappresentazioni visive di uno stato psicologico concatenato al vissuto, nella ricerca personale di un immagine vicina ad alcuni ricordi della mia infanzia. La tecnica dell’illuminazione selettiva, attraverso molteplici colpi di flash, accentua la dimensione surreale e onirica degli ambienti; sono lampi nella memoria, un ricordo che lotta in mezzo al buio e alle ombre. Nessun punto predominante nella fotografia, ma un’immagine in cui perdersi, con le ombre che la abitano. Read Less
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La Stagione delle Ombre
 
 
"Chi aspetta davvero è vivo, aspetta sempre con amore...
con un eccessivo, sprecato, indicibile, ridicolo amore.
Aspetterà sempre e gli sembrerà di non aver fatto altro giorno dopo giorno.
Che i momenti in cui non aspetta, la quotidiana normalità,
non siano che un istante sospeso nel grande tempo dell'attesa...
una lampada in una notte tempestosa...interminabile come questa..."
 
(S.Benni)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ho sognato,
che dopo averti cercato a lungo,
una notte,
arrivavo alla tua porta
sotto un freddo cielo stellato.
Gli alberi morti,
in una lunga fila,
danzavano sulla strada verso la casa,
e le loro ombre
si infilavano nei miei occhi
confondendo la via...
E mentre mi avvicinavo
la notte all'improvviso,
diventava molto più buia
di come l'avessi mai ricordata.
 
Ad ogni passo,
rievocavo la tua presenza,
e di come certe sere d'inverno,
mi fosse sembrata
così reale.
 
Poi, 
finalmente,
accecate le distanze,
con un abbraccio
capivamo.

 
Vorrei
che quelle montagne
e quelle nuvole
ci facessero da cornice,
nell'immenso quadro che ho dipinto per noi.
 
 
 
 
 
(Dedicato a te
che fai dei miei giorni
un'ombra).
 
Novembre 2012 - Aprile 2013