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Published:
Studio sul linguaggio della forma
Disegno dell'architettura
2010


Università degli studi “La Sapienza” – Facoltà di architettura “Valle Giulia” – C.d.l.M “Architettura (restauro)”
Corso di “Disegno dell'architettura” – Prof. Elena Ippoliti
Stud. Flavio Cirinesi
Premessa
 
"Viviamo in un’epoca visiva: illustrazioni, fumetti, affissi murali, cinema, televisione, videogiochi, videoclips ed infine web riforniscono in ciascun momento della giornata i nostri occhi, la nostra fantasia e la nostra memoria di una quantità sempre maggiore di immagini. La vastità del fenomeno è ascrivibile soltanto ai mezzi di comunicazione di massa. Il ricorso alla visualizzazione è infatti continuo e abituale anche nei campi della scienza, della tecnologia, dell’economia e dell’industria, dove diagrammi, schemi, convenzioni figurative, organigrammi vengono utilizzati in una illimitata molteplicità di forme e di manifestazioni, associandoli e integrandoli con la comunicazione verbale, altre volte rendendoli completamente autonomi dalle modalità comunicative linguistiche. Siamo cosi a quella che viene giustamente definita “civiltà dell’inmmagine”.
 
Per tradurre gli elementi della visione di un ambiente, di una forma, di un avvenimento cui assistiamo in una conoscienza effettiva, occorre che la nostra mente, attivando delle operazioni di analisi di sistemazione, di classificazione, vada organizzando gli elementi impressi nella retina all’interno di categorie mentali alle quali esse posso essere riconducibili. Quando l’occhio osserva forme, oggetti, elementi sconosciuti, quindi non rapportabili con le categorie che già possediamo la semplice percezione non produce conoscenza. Ecco che saper vedere diventa un lavoro di educazione all’analisi e all’esplorazione delle cose nei loro elementi costitutivi per poi riuscire a rielaborarle mentalmente, tanto che si tratti di cose esistenti oppure soltanto immaginate.
 
Il disegno consente il passaggio dal “percepito” al “rappresentato”. In altri termini, percezione e rappresentazione sono rispettivamente l’imput che il disegno elabora e l’output che il disegno produce. I metodi di rappresentazione codificati dalla geometria descrittiva risolvono il problema principale di tradurre la  tridimensionalità spaziale nella bidimensionalità del foglio da disegno; in questo modo diventa possibile una corrispondenza biunivoca tra la realtà e la sua immagine."
 
Valerio Valeri, "Corso di Disegno", La Nuova Italia
L'opera a seguire è un esempio di come l'arte sfrutta i principi legati ai fenomeni della percezione visiva e del linguaggio delle forme.
"ı", illustrazione di Elena Aguilar Company
Vedi l'intero artwork su Behance oppure visita il sito web www.elenaguilar.com
Bibliografia:
Elena Ippoliti, "Rilevare", Edizione Kappa
Mario Docci, "Manuale di Rilevamento Architettonico e Urbano", La Terza
Valerio Valeri, "Corso di Disegno", La Nuova Italia

Studio sul linguaggio della forma
Disegno dell'architettura
2010

Università degli studi “La Sapienza” – Facoltà di architettura “Valle Giulia” – C.d.l.M “Architettura (restauro)”
Corso di “Disegno dell'architettura” – Prof. Elena Ippoliti
Stud. Flavio Cirinesi