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Tesi di Maturità. La presente riflessione ha come obiettivo la volontà di esplorare la mia identità ricercando delle risposte attraverso lo studi… Read More
Tesi di Maturità. La presente riflessione ha come obiettivo la volontà di esplorare la mia identità ricercando delle risposte attraverso lo studio più attento di alcune donne che, in maniera personale e certamente diversificata, hanno sentito il bisogno di parlare di sé attraverso un dialogo muto e monodirezionale. Faccio riferimento al mondo inesplorato di personalità artistiche e letterarie, novecentiste o contemporanee, quali Francesca Woodman, Cindy Sherman, Sarah Lucas, Tracey Emin, Marlene Dumas, Sylvia Plath, Antonia Pozzi. Read Less
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_ Identità [in rosa] allo specchio _

Tesi di Maturità _ A.s. 2009/2010 a cura di Arianna Bavuso
Liceo Artistico Preziosissimo Sangue _ Monza
 All’ombra di un albero, avviluppata in un manto d’aria dal tepore primaverile, faccio scorrere lo sguardo tra le righe fitte, stampate su un libro ormai ingiallito dal tempo. Proseguo nella mia ricerca ininterrotta verso una risposta a domande mai neanche formulate, finché la mia attenzione cade su una dedica dal sapore romantico, d’altri tempi ma intriso di un significato profondo. “Se le mie parole potessero essere offerte a qualcuno, questa pagina porterebbe il tuo nome” (Antonia Pozzi, Parole,1989). Mi affascina il modo in cui una persona sia capace di dedicarsi totalmente all’Altro, se pur costui sia un estraneo. Mi incuriosisce persino il coraggio di talune personalità femminili le quali hanno avuto la sfrontatezza di rivelarsi al mondo per ciò che realmente erano, senza il timore di venire sottoposte a giudizio, senza la minima paura nel mostrare quale fosse la loro identità. Quest’ultima appare generalmente dai caratteri esuberanti e forti, i quali si pongono in chiaro contrasto con dei profili psicologici complessi, in cui l’introversione e l’introspezione divengono colonne portanti di un mondo, quello della propria interiorità, al cui ingresso si pone un divieto d’accesso dettato della volontà individuale di scoprire se stesse attraverso l’Arte. L’indagine intimistica della propria identità diventa scopo primario del fare arte attraverso i mezzi della fotografia, della visual art, della scultura e della poesia. La necessità, insita nell’animo di ciascuna donna, nel volersi sentire realizzata, gratificata della proprio operato, porta all’inspiegabile bisogno di guardarsi intorno e attraverso questo processo di guardare anche in se stesse.
 Per secoli il genere femminile è stato considerato inferiore, ma la causa di tale dato storico va rintracciata nel mondo del sesso maschile, quello che per tradizione,o più propriamente convenzione, ha saputo mascherare la propria mancanzadi sensibilità, versatilità e creatività mediante l’uso del potere. La sensibilità si pone, dunque, come carta vincente di fronte ad un regno,quello femminile, in cui l’intesa e la solidarietà scavalcano limiti inimmaginabili.
 La presente riflessione ha come obiettivo la volontà di esplorare la mia identità attraverso un percorso artistico completo (nonostante il mezzo principale di comunicazione sarà la fotografia) nel quale il desiderio di liberazione dalle proprie costrizioni e dai propri limiti comportamentali prevale sulla personificazione di una “bella facciata” dietro la quale si cela un animo poco temprato, talvolta squilibrato ed insicuro.
 Al seguito di una lunga fase meditativa, ho maturato la scelta e l’esigenza di ricercare delle risposte attraverso lo studio più attento di alcune donne che, in maniera personale e certamente diversificata,hanno sentito il bisogno di parlare di sé attraverso un dialogo muto e monodirezionale, il cui pubblico è chiamato ad interrogarsi sulla effettiva possibilità di smentita circa le loro storie talvolta somiglianti al set di un cinema drammaturgico. Faccio riferimento al mondo inesplorato di personalità artistiche e letterarie, novecentiste o contemporanee, quali Francesca Woodman, Cindy Sherman, Sarah Lucas, Tracey Emin, Marlene Dumas, Sylvia Plath, Antonia Pozzi e molte altre ancora. La loro arte, i loro drammi, le loro frustrazioni vengono comunicate attraversole altrettanto complesse problematiche della rappresentazione della femminilità, in cui il corpo diviene oggetto e soggetto d’espressione artistica,sensibile e introspettivo, capace per sua natura di guardare oltre l’apparenza, svelando segreti di donne viste dalle donne.
_ L’espressionismo concettuale di Marlene Dumas. Ricerca dell’Io _
_ Cambio d’identità e offerta di un altro Io. Cindy Sherman fa di sè un luogo pubblico _
_ “Tu non puoi vedermi da dove io vedo me stessa”. Francesca Woodman: il riflesso del proprio Io _
_ “Basta un piccolo accorgimento e (...) un’offerta sessuale, diventa un’immagine di castrazione” . Sarah Lucas _
_ “Non mi aspetto di diventare madre di famiglia”, dice Tracey Emin, “ma al contrario mi aspetto mi morire da sola” _
_ Io allo Specchio. Un Diario fotografico per raccontare di Sè. Arianna Bavuso _
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