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Project for international design competition.
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APELLE - LEATHERNET CHAIR

Il progetto “Apelle - leathernet chair”, sviluppato nel contesto del concorso “Pelle +” indetto dal Consorzio Vera Pelle Italiana conciata al Vegetale”, è il risultato finale di uno sforzo creativo che ha messo in campo numerosi fattori: concettuali, critici, storici ed estetici.

Fin da subito si dichiara che il progetto presentato, “Apelle - leathernet chair” è un esercizio creativo per mostrare il valore tecnico/innovativo e l’applicazione estetico/creativa del concept sulla quale si è lavorato.

Il concept è la RETE.

Si è ritenuto importante trovare, fin da subito, una forma che fosse espressiva dell’epoca contemporanea, soprattutto per elevare e rendere significante un materiale (e una particolare lavorazione) che, intrinsecamente, porta con sé un’ontologia legata all’archè. La PELLE è, infatti, la massima espressione del residuo di bisogni primordiali essenziali (utilizzata fin dal principio come “protesi” per caccia, pesca, per coprirsi e difendersi).
Sulla scorta del pensiero mac-luhaniano e di una certa predisposizione a pensare il presente in termini tecnomorfici, la RETE è stata individuata come forma che rappresenta il presente essendo essa l’esemplificazione di sistemi di inter-connessioni reali o virtuali che appartengono al quotidiano sia in termini di comunicazione che come serie di processi di relazioni costruttive.

La RETE, dal punto di vista tecnico, incarna perfettamente le qualità stesse delle PELLE, presentandosi ‘forma metaforica perfetta’ a traslare le caratteristiche individuate come pregi e peculiarità del materiale oggetto di studio (pelle): RESISTENZA, FLESSIONE, VERSATILITA’.


Fattore resistenza

Si è voluto insistere sul concept RETE in quanto rappresenta strutturalmente la capacità del materiale di resistere a forze esterne, in particolare allo sforzo di trazione; la PELLE possiede intrinsecamente tale qualità che, nella morfologia della RETE, viene portata alla massima espressione, essendo la pelle conciata al naturale compresa in uno spessore minimo che varia da 0.7 a 4.0 mm.
Data la natura della PELLE conciata al naturale (qualità elevata de materiale, capacità di resistere agli agenti esterni come temperatura e agenti chimici) la RETE in PELLE comprova tali caratteristiche tecniche esaltate nella potenza di una forma semplice e minimale.

Oltre che di qualità materica, con il fattore resistenza si intende anche la capacità temporale di una forma di sapersi dimostrare attuale e in sintonia con il tempo che la produce: la PELLE, pur essendo materiale di antica tradizione, è idolo e feticcio mondano.
La RETE in PELLE ha la capacità di persuadere attraverso una forma antica, sedimentata nella memoria storica (per esempio rete da pesca), e contemporanea (internet).

Fattore flessione

L’intrinseca morbidezza della PELLE, dovuta anche alla specifica lavorazione di concia al naturale, si presenta esaltata dalla struttura a RETE che può assumere la rigidità di un reticolo cartesiano (se ben tesa) ma anche adattarsi naturalmente alla creazione di forme organiche.

In base agli intrecci dei leather strips (a due, tre o quattro fili annodati presentati nella tavola) è possibile creare strutture più o meno robuste o più o meno ingombranti facendo della tecnica di lavorazione una dote in grado di intuire e adattarsi alle necessità stesse del manufatto: la RETE può essere pieghevole e poco ingombrante ma anche, in base alla trama, flessibile, robusta e con una propria consistenza materica con conseguenze dirette nella versatilità produttiva.

Fattore versatilità

Con versatilità si intende la capacità del concept di applicarsi a vari campi di interesse.
La RETE in PELLE si è dimostrata in grado di essere utilizzata nel settore dell’arredamento di interni (Apelle), d’esterni (per esempio un’amaca), per la progettazione o re-interpretazione di oggetti del quotidiano (come per esempio la famosa borsa a rete introdotta già nella metà dell’Ottocento e oggi nuovamente in auge grazie alle sensibilizzazione sul tema della sostenibilità ambientale), come elemento di decorazione e motivo ornamentale.

La RETE è un pattern strutturale (oltre che ornamentale) a modulo di ripetizione continua, pertanto può essere prodotta in base alle esigenze tecniche dell’oggetto (metratura) che si sta realizzando dimostrando una versatilità a priori in termini funzionali.

Altre considerazioni concettuali

Lo studio della RETE e delle sue applicazioni in ambito di progettazione (anche con altri materiali, come per esempio la Wire Chair di Harry Bertoia) ha implementato il valore concettuale di uno schema di realizzazione strutturale ampliando i riferimenti oggettuali e storici.

L’ analisi della RETE, inoltre, ha aperto uno sviluppo inatteso del concept che si è dimostrato avere anche ulteriori possibilità di interpretazione e significato ampliando la portata stessa dei requisiti del concept: RETE, per esempio, è anche sinonimo di SENSUALITA’ (calze a rete) e ed è portatrice di una carica d’EROS; ma non solo: in relazione ai valori attribuiti ad un prodotto e alla comunicazione successiva, la RETE può essere l’emblema di un legame con la tradizione espressa, per esempio, da certi modi di dire (cadere nella rete, tendere le reti al vento...).

“Apelle - leathernet chair”

A partire da una nominazione di matrice artistica e facendo leva sulla intenzionalità espressa da “Il gesto nomina le cose” (Menna), il progetto “Apelle - leathernet chair”, proprio nel chiamarsi in tal modo, vuole sintetizzare con IRONIA tutti gli elementi considerati nel concept: resistenza e flessione dal punto di vista tecnico, tradizione e innovazione dal punto di vista del binomio forma/funzione, volendo essere, oltre che la bella presenza di un’ oggetto esteticamente studiato, un segno che comunica un propria complessità e contenuto critico.

Per sviluppare un oggetto di design innovativo si è seguita la lezione del primo e massimo teorizzatore dell’innovazione Schumpeter Mark riassunta nell’espressione “L’innovazione è la combinazione di elementi”: naturale è stato lavorare sul concetto di addizione e “Pelle +” oltre che titolo del concorso si è dimostrato perfetto input creativo permettendo di lavorare con sicurezza e coerenza sul concetto innovativo.

Lavorando per ossimori combinati la tecnicità materica della plastica della Bubble Chair di Eero Aarnio assieme alla vitalità tattile della pelle e reintegrando, entrambi, nella forma omologa della contemporaneità a maglie di RETE si è dato vita ad “Apelle - leathernet chair”