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La chiesa abbaziale è dedicata, come tutte le chiese cistercensi, a Maria Vergine. Costruita in laterizio, di tipo basilicale a tre navate. A det… Read More
La chiesa abbaziale è dedicata, come tutte le chiese cistercensi, a Maria Vergine. Costruita in laterizio, di tipo basilicale a tre navate. A detta di una parte degli studiosi, nulla si sarebbe conservato del primo antichissimo edificio risalente ai tempi di San Bernardo: anche la parte più antica della chiesa ancora esistente sarebbe un avanzo delle ricostruzioni avvenute alla fine del secolo XII. Secondo altri invece l'attuale chiesa sarebbe la continuazione della fabbrica primitiva. La chiesa appare in ogni caso "una superba costruzione gotico-cistercense" (vedi Raffaele Bagnoli, L'abbazia di Chiaravalle, Moneta, Milano 1973), per vari elementi: dal rosone della facciata alla bifora, dalla navata centrale con i suoi contrafforti alla torre che s'innalza sulla crociera alle finestre a sesto acuto; anche se sovrapposizioni lombarde inquadrano la costruzione nella produzione romanico-lombarda del Duecento, con le volte gotiche che lasciano intravedere la pesante struttura romanica, l'uso del mattone al posto della pietra e del marmo lavorato, la cupola ottagonale "lombarda nel gusto, nella struttura, nell'ornato". Rivolta a ponente, la chiesa è costruita a croce latina a tre navate, con la centrale più ampia sopraelevata rispetto a quelle laterali, così da prender luce sopra il tetto della navate minori da grandi finestre a pieno centro. Il transetto è costituito da una sola navata, fiancheggiata a est da sei cappelle, disposte a tre per lato della cappella maggiore. L'interno, ampio e luminoso (lungo 61,81 m) nella sua imponente severità, è a tre navate, divise da otto grandi pilastri a fascio, circondati da una muratura cilindrica. Diversi gioielli d'arte sono visibili all'interno della chiesa, a cominciare dal grande affresco dei Fiamminghini (Giovan Battista della Rovere e il fratello Giovan Mauro, così chiamati dalla patria del padre, nativo di Anversa: furono attivi tra gli ultimi decenni del '500 e i primi del '600), che illustra la consacrazione della chiesa. Il coro di legno intagliato posto nella navata centrale, in corrispondenza delle ultime due navate chiuse, è una pregevole opera di Carlo Garavaglia, compiuta nel 1645. Gli schienali raffigurano scene della vita di San Bernardo. Il presbiterio, costituito dalla settima campata sull'asse principale della chiesa, è la zona più illuminata dell'edificio, perché riceve luce dal fondo piano dell'abside, dove si trovano tre alte finestre ad arco a pieno centro sormontate da tre oculi, dai due finestroni ai lati nord e sud, e dalle finestre della cupola. L'altare maggiore barocco, del 1689, è quasi addossato alla parete di fondo. A destra, la cattedra abbaziale in legno intarsiato è opera del maestro Gottardo Tedesco, del 1576. Alla sommità è raffigurato San Pietro con le chiavi; nel quadro centrale la cicogna col pastorale, stemma dell'abbazia; nei tre riquadri dello schienale: al centro la Vergine che allatta il Bambino; ai lati San Bernardo con il modello dell'abbazia e San Benedetto con il libro della Regola. Del chiostro duecentesco originale rimangono oggi solamente il lato settentrionale adiacente alla chiesa e due campate; sopra la porta si può vedere un affresco della Vergine in trono con Bambino onorata da Cistercensi, della prima metà del XVI secolo di Gaudenzio Ferrari (ma oggi da akcuni ritenuto di Calliato Piazza). A fianco dell'affresco vi è la lapide scritta in caratteri semigotici, posta in occasione della consacrazione della chiesa nel 1221, sormontata dalla cicogna: "Nell'anno di grazia 1135 addì 22.1 fu costruito quest monastero dal beato Bernardo abbate di Chiaravalle; nel 1221 fu consacrata questa Chiesa dal Signor Enrico Arcivescovo milanese il 2 maggio, in onore di S. Maria di Chiaravale". Gli archi trasversi sono in cotto, come la cordonatura tondeggiante delle volte a crociera, con chiavi circolari in pietra. Archi e cordonature delle ogive poggiano su piccole mensole. Belle le trifore ad archi acuti sorretti da colonnine binate, con interessanti capitelli scolpiti con foglie, aquile e volti umani. Da notare le colonnine annodate poste sull'angolo del lato nord-ovest. I lati est e ovest del chiostro sono stati ricostruiti utilizzando resti di colonnine e capitelli originali; solo nel tratto finale sono stati rifatti. Dal lato sud, interamente rifatto, si può avere un bel colpo d'occhio sulla Ciribiciaccola, la torre nolare che svetta sopra la chiesa. Una scritta sui quatro lati del muretto del chiostroveso il prato interno recita: "Claustro vecchio - da Cistercensi eretto - a gloria di Dio di Maria SS: - a servizio dell'Abbazia - nel XIII secolo - nel XV abbellito - agli albori del XIX mutilato - negli anni 1958-60 ripristinato - recupeando sparsi - cimeli omaggio - di Carlo e Gianna Mosca - a Milano diletta" Fonte http://www.borgodichiaravalle.it/ Read Less
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