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    Joan Balcan was born on 1958 in Roman, Romania, ten years after the fall of the monarchy and the establishment of the first People’s Republic. He… Read More
    Joan Balcan was born on 1958 in Roman, Romania, ten years after the fall of the monarchy and the establishment of the first People’s Republic. He studied for eleven years, until 1969 when he’s forced by economic reasons to work in one of the many steelworks, built and financed by the newly elected president Nicolae Ceausescu. He will work in the Roman’s steelworks until the mid-eighties alternating his factory job and working as a carpenter. In 1984 he moved to Rovinari, in the historical region of Oltenia, to work in one of the largest coal mines in the area.He'll Work in the mines for a total of 15 years until 1999, in the year when his twins daughters were born in Dorohoi. Read Less
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Story of
 Joan Balcan 

                                                                                                               MMXIII

Sono andato a trovare Joan in quella che era la sua camera in affitto Italia, una stanza senza riscaldamento e servizi igienici all'interno di un disordinato magazzino di proprieta di un italiano che ogni mese passava a ritirare l' affitto.
Breve biografia

Joan Balcan nasce a Roman in Romania nel 1958,dieci anni dopo l'istituzione della prima Repubblica Popolare Rumena. 
Abbandona gli studi nel 1969 e riesce ad entrare in una delle tante acciaierie costruite e finanziate dal neoeletto presidente Nicolae Ceausescu.
Lavorerà l' acciaio fino al 1984, anno in cui si trasferisce nella regione storica dell’ Otenia per lavorare in una delle più grandi miniere di carbone della zona, resterà in miniera anche dopo il crollo del regime dittatoriale di Ceausescu, condannato a morte il 25 Dicembre del 1989 per quindici anni fino al 1999, anno in cui nella città di Dorohoi, al confine con la Moldavia, nascono le sue figlie gemelle.
Joan vuole garantire alle sue figlie un futuro migliore di quella che è stata la sua vita e con lo scoccare del nuovo millennio decide quindi di partire per l’Italia.
Erano gli anni in cui il fenomeno di migrazione dall’est Europa verso l’Italia vedeva il suo maggiore flusso, i romeni in Italia erano appena 8mila nel 1990 (anno successivo al crollo del Muro di Berlino) per diventare 50mila nel 1999 e, arrivare a 240mila soggiornanti nel 2002, superando i marocchini e gli albanesi. 

In Italia Joan trova occupazioni saltuarie nell’edilizia e nell’agricoltura, ma il lavoro è poco e le paghe sono al limite dello sfruttamento, vive una vita di sacrifici, spinto dall’amore che ha per le sue figlie.
Con volontà e determinazione riuscirà a mantenere la famiglia con le sue rimesse economiche.
Il magazzino nei pressi di Roma
Camera interno
Nella sua stanza di pochi metri quadri all' interno del magazzino è umido e c è odore di fumo, la legna in aderenza alla stufa scricchiola. 
Una batteria della macchina garantisce l energia elettrica, il bagno non c è.

Quando ho chiesto a Joan di farmi vedere qualche foto della sua famiglia, lui tirò fuori da sotto il materasso un vecchio videoregistratore e una VHS con i video del battesimo delle sue due figlie e alcune scene di festeggiamenti.
Interno del magazzino
Questa parte del magazzino era utilizzata del proprietario come magazzino.
Raccolta di legna vicino al magazzino
Nel 2007 la Romania entra a far parte dell' Unione Europea e diventa più facile viaggiare dalla Romania all’Italia.
Nel 2013 a Roma ho chiesto a Joan se volesse fare una sorpresa alla famiglia.
Pochi giorni dopo e più di duemila chilometri in 34 ore di pullman arrivammo a Dorohoi.

Interno ed esterno del Pullman Ramiro

Partiamo la mattina da Roma Tiburtina con la compagnia di pullman Ramiro che da anni nel settore trasporta ogni anno centinaia di persone  dall' Italia alla Romania e viceversa passando per la Slovenia e Ungheria. 
Con 140 euro ho comprato a bordo due biglietti uno per me e uno per Joan.
Le soste sono ogni ora.
Joan non fà una piega silenzioso guarda fuori dal finestrino.
Bologna, Venezia, Trieste carichiamo altre persone e il pullman comincia ad essere un carrozzone del circo dacio, donne bambini, neonati, uomini, vecchie, io, Joan e i due piloti che si danno il cambio.
Il bagno a  bordo sembra esserci, quando apro la porta dentro ci ho trovato un materasso ma non è un materasso qualunque è il materasso dove riposano i piloti, meglio non discutere.
Joan riposa passando il confine Slovenia Ungheria
La Slovenia passa veloce, io mi sto ripassando tutte le canzoni sul mio ipod l aria nel pullman sta diventando poca penso alle pause e mi rincuoro, penso all' Ungheria e mi dispero è gigantesca, poi un problema olfattivo e materiale,qui tutti mangiano in continuazione in totale contrasto con la mia inappetenza da viaggio e l' immondizia si sta accumulando, per camminare nella via centrale bisogna fare lo slalom fra le buste. Joan comincia ad avere i primi cenni di cedimento, non si è mai mosso dal seggiolino.   
Arriviamo a Budapest notte fonda  ho perso il conto delle ore ormai il pullman per la gioia di tutti comincia a svuotarsi, mentre dormivo sono stato svegliato con una torcia per un "normale" controllo della polizia Ungherese che ci ha fatto fermare per qualche ora nel bel mezzo della notte, fuori i bagagli dalla stipa, dentro i bagagli nella stipa e si riparte, meno male che c è Joan che è sceso a scaricare e caricare al posto mio.
Tutti fuori, prima tappa in Romania
Prima sosta in Romania, il pullman è praticamente vuoto, sono più o meno 24  ore che siamo a bordo, io comincio ad avere i chiari segni di un intolleranza alla musica balcanica, per mia fortuna manca poco meno di dieci ore all' arrivo.
Brindiamo con una birra l' arrivo in Romania, io con una Ursus e Joan una Nastro Azzurro stupidamente gelata. 
Ultime tappe, ultimi bagagli
L' arrivo è la piazza centrale del paese di Dorohoi, le ore sono state trentaquattro, sono distrutto, anche Joan non mi sembra proprio riposatissimo.
Market construct mira com
Appena arriviamo, rapido giro al mercato e poi al magazzino dell edilizia per comprare qualche pezzo di ricambio per il bagno o la cucina ma usciamo a mani vuote, i prezzi sono anche più alti di quelli in Italia.
Ragazzi di Dorohoi
Palazzi di Ceausescu
Dorohoi, è una di quelle città del Nord Est della Romania che negli ultimi anni ha avuto un vero e proprio esodo di giovani,  in giro si vedono bambini che vanno a scuola, bambini che non ci vanno, anziani  e zingari. Girando si vede una città degradata e il grande nemico di queste parti oltre alla povertà è il grande freddo che fa ogni inverno corrode tutto un po di più. 
I campi dove si sistemano i nomadi  sono ben visibili dalla collina più alta del paese e come una recinzione circondano la città. Non mi sembra che ci siano buoni rapporti fra le due parti,
Joan si è espresso chiaramente sulla questione,mi dice che i rom occupano le terre, fanno assicurazioni su case che poi incendiano per ricevere il denaro, in poco tempo riescono a creare città in posti dove poco prima c' erano campi, ma quello che gli da più fastidio sono le persone ubriache che girano per le vie della città, rom o rumeni non fa differenza, il problema dell alcol è tangibile lui principalmente si preoccupa per le sue figlie che ogni mattina vengono accompagnate dalla moglie fino all' entrata della scuola a circa dieci minuti da casa.
Interno casa famiglia Balcan
I soldi che Joan manda a casa sono perfettamente gestiti dalla moglie, che sola per molti mesi all' anno riesce a mantenere una casa e a crescere le due figlie.
Joan e una delle due gemelle                                                                                                            Cimitero di Dorohoi
L' ultimo giorno Joan e la famiglia mi accompagnano in una escursione, un passaggio al cimitero e poi a casa a mangiare.
Joan e le sue due figlie al seguito
Ritratto di famiglia in un prato poco distante da casa
Si torna a casa
 Fotoleggendo IX edizione  2013
La prima mostra alla IX edizione di Fotoleggendo.

Un ringraziamento speciale a Joan e la sua famiglia.

Grazie ad Emilio D' Itri, Tiziana Faraoni, Emiliano Mancuso e ad Elena Hanim Onem per la cura dell editing per la mostra.
Io e Joan poco prima di partire da Roma Tiburtina ''stallo17" 
© Pietro Andrea Guidoni 2013
Contatti: pietro.a.guidoni@virgilio.it
Reflex : Nikon d 300s