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    These pictures are part of the series “movimentazioni”; an attempt to represent the course of the action in the movement. The project born from a… Read More
    These pictures are part of the series “movimentazioni”; an attempt to represent the course of the action in the movement. The project born from a photo: "da Porto Ercole a Porto Santo Stefano," taken by me in 2004. This picture has always fascinated me, but it remain in a drawer for a long time, so long that make me forget that I’ve taken it. Reviewing it, to take up the subject. The movement and its representation is an issue that always accompanies me, it takes force and, with it, the desire to explore, especially when I'm in a travel/moving, however practically all my photographic method springs from movement and by all the travel that I do. However "Movementazioni" is especially the visual representation closest to my view of space and time. I often try to find feedback to my thoughts in others words and writings, so with their words, they succeed in what I try to get with the images. Between all quotes that approach my point of view, there’s one of Italo Calvino: " L'occhio non vede cose, ma figure di cose che significano altre cose - Eye doesn’t see things, but images of things that mean other things" and one of Merleau-Ponty, who writes in “Phenomenology of perception”: "Il nostro campo percettivo è fatto di “cose” e “vuoti tra le cose”...dapprima vedo come cose degli insiemi che non ho mai visto muoversi: delle case, il sole, dei monti... Se ci mettessimo a vedere come cose gli intervalli fra le cose, l’aspetto del mondo...muterebbe sensibilmente - Our field of perception is made of "things" and "gaps between things"... First I see as things some sets that I've never seen moving: some houses, sun, mountains... If we start to see as things the gap between things, the appearance of the world... would mutate significantly". I could go on with other quotes but it would be just a list, certainly I take with me all these concepts and when I take a photo for this project, I find them represented and all this things confirm the meaning. Basically everything moves even when objects are immobile around us, their images on the retina are moving, because head and eyes aren’t entirely stopped. The pinhole camera, as an eye, is a wonderful friend to seize the movement that we often don’t manage or we are not able to grasp. The project is a work in progress that evolves, and during this years I tried to go more in depth for trying to understand better as to express my point of view. ita Queste foto fanno parte della serie "movimentazioni". Un tentativo di rappresentare l'andamento dell'agire nello spostamento. Il progetto nasce dalla foto “da porto ercole a porto santo stefano” che ho scattato nel 2004. La foto mi ha sempre affascinato, ma è rimasta nel cassetto per parecchio tempo tanto che avevo dimenticato di averla scattata. Rivedendola ho deciso di riprendere il discorso. Il movimento e la sua rappresentazione è un tema che mi accompagna sempre, prende forza e con esso la voglia di esplorarlo soprattutto quando sono in viaggio/in movimento, del resto quasi tutto il mio modo di fotografare scaturisce dal movimento e dai viaggi che faccio. Ma in particolar modo "movimentazioni" ne è la rappresentazione visiva che più si avvicina al mio modo di vedere lo spazio e il tempo. Spesso cerco riscontro dei miei ragionamenti in parole e scritti di altri che con le parole riescono dove io provo ad arrivare con le immagini, tra le citazione che si avvicinano al mio modo di vedere c’è né una di Italo Calvino “L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose” e una di Merleau-Ponty che nel fenomenologia della percezione dice “Il nostro campo percettivo è fatto di “cose” e “vuoti tra le cose”... dapprima vedo come cose degli insiemi che non ho mai visto muoversi: delle case, il sole, dei monti ... Se ci mettessimo a vedere come cose gli intervalli fra le cose, l’aspetto del mondo ... muterebbe sensibilmente.” Potrei andare avanti con altre citazioni ma sarebbe solo un elenco, quello che è sicuro che tutti questi concetti li porto con me è quando scatto una foto di questo progetto li ritrovo tutti rappresentati e me ne rafforzano il significato. Praticamente tutto si muove anche quando gli oggetti attorno a noi sono immobili, le loro immagini sulla retina si muovono, perchè la testa e gli occhi non sono mai interamente fermi. Il foro stenopeico come occhio è un formidabile amico nel sorprendere quel movimento che spesso noi non riusciamo o non siamo capaci di cogliere. Il progetto è un work in progress che si evolve, e che nel corso degli anni ho cercato di approfondire per cercare di esprimere il mio punto di vista. Read Less
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movimentazioni
pinhole camera 
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These pictures are part of the series “movementazioni”; an attempt to represent the course of the action in the movement. The project born from a photo: "da Porto Ercole a Porto Santo Stefano," taken by me in 2004. This picture has always fascinated me, but it remain in a drawer for a long time, so long that make me forget that I’ve taken it. Reviewing it, to take up the subject. The movement and its representation is an issue that always accompanies me, it takes force and, with it, the desire to explore, especially when I'm in a travel/moving, however practically all my photographic method springs from movement and by all the travel that I do. However "Movementazioni" is especially the visual representation closest to my view of space and time. I often try to find feedback to my thoughts in others words and writings, so with their words, they succeed in what I try to get with the images. Between all quotes that approach my point of view, there’s one of Italo Calvino: " L'occhio non vede cose, ma figure di cose che significano altre cose - Eye doesn’t see things, but images of things that mean other things" and one of Merleau-Ponty, who writes in “Phenomenology of perception”: "Il nostro campo percettivo è fatto di “cose” e “vuoti tra le cose”...dapprima vedo come cose degli insiemi che non ho mai visto muoversi: delle case, il sole, dei monti... Se ci mettessimo a vedere come cose gli intervalli fra le cose, l’aspetto del mondo...muterebbe sensibilmente - Our field of perception is made of "things" and "gaps between things"... First I see as things some sets that I've never seen moving: some houses, sun, mountains... If we start to see as things the gap between things, the appearance of the world... would mutate significantly". I could go on with other quotes but it would be just a list, certainly I take with me all these concepts and when I take a photo for this project, I find them represented and all this things confirm the meaning. Basically everything moves even when objects are immobile around us, their images on the retina are moving, because head and eyes aren’t entirely stopped. The pinhole camera, as an eye, is a wonderful friend to seize the movement that we often don’t manage or we are not able to grasp. The project is a work in progress that evolves, and during this years I tried to go more in depth for trying to understand better as to express my point of view.
 
 
 
 
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Queste foto fanno parte della serie "movimentazioni". Un tentativo di rappresentare l'andamento dell'agire nello spostamento. Il progetto nasce dalla foto “da porto ercole a porto santo stefano” che ho scattato nel 2004. La foto mi ha sempre affascinato, ma è rimasta nel cassetto per parecchio tempo tanto che avevo dimenticato di averla scattata. Rivedendola ho deciso di riprendere il discorso. Il movimento e la sua rappresentazione è un tema che mi accompagna sempre, prende forza e con esso la voglia di esplorarlo soprattutto quando sono in viaggio/in movimento, del resto quasi tutto il mio modo di fotografare scaturisce dal movimento e dai viaggi che faccio. Ma in particolar modo "movimentazioni" ne è la rappresentazione visiva che più si avvicina al mio modo di vedere lo spazio e il tempo. Spesso cerco riscontro dei miei ragionamenti in parole e scritti di altri che con le parole riescono dove io provo ad arrivare con le immagini, tra le citazione che si avvicinano al mio modo di vedere c’è né una di Italo Calvino “L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose” e una di Merleau-Ponty che nel fenomenologia della percezione dice “Il nostro campo percettivo è fatto di “cose” e “vuoti tra le cose”... dapprima vedo come cose degli insiemi che non ho mai visto muoversi: delle case, il sole, dei monti ... Se ci mettessimo a vedere come cose gli intervalli fra le cose, l’aspetto del mondo ... muterebbe sensibilmente.” Potrei andare avanti con altre citazioni ma sarebbe solo un elenco, quello che è sicuro che tutti questi concetti li porto con me è quando scatto una foto di questo progetto li ritrovo tutti rappresentati e me ne rafforzano il significato. Praticamente tutto si muove anche quando gli oggetti attorno a noi sono immobili, le loro immagini sulla retina si muovono, perchè la testa e gli occhi non sono mai interamente fermi. Il foro stenopeico come occhio è un formidabile amico nel sorprendere quel movimento che spesso noi non riusciamo o non siamo capaci di cogliere. Il progetto è un work in progress che si evolve, e che nel corso degli anni ho cercato di approfondire per cercare di esprimere il mio punto di vista.