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Murales al Rifugio Jumarre
Murales al rifugio Jumarre, val d'Angrogna (TO).
Il salone del rifugio è interamente decorato da disegni ad acrilico, direttamente sul muro.
I murales raccontano luoghi e vicende caratteristici dei dintorni.
Si inizia con una leggenda popolare diffusa con  diverse varianti non solo in Val d'Angrogna, ma anche nel resto delle Alpi.
Un tempo, gli uomini vivevano felicemente in armonia, in una terra verde e pianeggiante. Un gigante invidioso, con le sue enormi mani staccò rocce e sassi che si caricò sulla gerla che aveva in spalla e sfogò la sua rabbia scavando e pestando la terra che lo circondava. Le sue manate, le sue pedate, i suoi lanci di pietre, formarono montagne e scavarono valli.
Un abitante del paese vide il gigante arrivare e lanciò l'allarme, permettendo la fuga dei suoi compaesani, ma venne raggiunto da un masso lanciato dal gigante.
Colpito, venne trasformato in pietra, che da quel momento, sarà conosciuta come la "Roccia del Profeta".
Gli uomini primitivi, moltissimi anni fa (almeno 8000), vivevano in queste montagne e ne sono testimonianza le incisioni rupestri simili a quelle che sta disegnando lui. Tra le loro varie attività, iniziarono a dedicarsi alla pastorizia.
Una scena legata agli elementi naturali: l'acqua è rappresentata dalla pioggia e dal fiume, la terra è rappresentata dal grano, il fuoco è rappresentato dal sole e dal forno e il tutto è circondato dall'aria. Tutti questi elementi si trovano nel pane e nella cucina, vero e proprio laboratorio di trasformazione. Sulla destra, in alto, una prima apparizione della Jumarre, l'animale mitologico che dà il nome al Rifugio.
Pietro Valdo, un mercante francese che ispirò lo sviluppo della Chiesa evangelica valdese. Dietro di lui c'è la Gheisa d'la Tana, un luogo dove, di nascosto dalle persecuzioni, si radunavano i valdesi.
Il Coulege dei barba è luogo di ritiro e di formazione dei barba, che nel quattrocento furono i responsabili del movimento valdese.
Arriviamo ai giorni nostri con le vicende della Resistenza: il bombardamento del Bagnou (che ricostruito diventerà la Cà d'la Pais), la Barma dl'Ours, sede di una tipografia dei partigiani dove veniva stampato il giornale clandestino "Il Pioniere"; la festa per la liberazione dal nazi-fascismo.
E infine il presente: ragazzi e ragazzi che scorrazzano sul Monte Servin coi loro sogni e le loro speranze per il futuro.
Qua sotto il depliant che è stato stampato con le foto dei murales e un testo di spiegazione e chiarimenti sui disegni. Il depliant è reperibile gratuitamente al rifugio Jumarre, dove potrete vedere i disegni dal vero.
Grazie!
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Graffiti inside Rifugio Jumarre, in Val d'Angrogna, near Pinerolo (TO).
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