stato di apparente fragilità
Cristina Menni
portfolio
tecnica mista su tela 100x100 cm
tecnica mista su tela 100x100 cm
tecnica mista su tela 120x100 cm
tecnica mista su tela 120x100 cm
tecnica mista su tela 100x100 cm
tecnica mista su tela 100x100 cm
tecnica mista su tela 100x80 cm
tecnica mista su tela 100x80 cm
tecnica mista su tela 100x100 cm
tecnica mista su tela 100x100 cm
tecnica mista su tela 100x100 cm
tecnica mista su tela 70x50 cm
tecnica mista su tela 100 x 100 cm
tecnica mista su tela 60 x 60 cm
tecnica mista su tela 80 x 80 cm
tecnica mista su tela 70 x 60 cm
tecnica mista su tela 100 x 80 cm
sculture in ceramica 12x12 cm
sculture in ceramica 12x12 cm
sculture in ceramica 12x12 cm
sculture in ferro 220x170 cm

Biography
Cristina Menni lives and works in the town of Pietrasanta in Tuscany, Italy. Born into a family with
a strong artistic vein running through it, her father a jewelry designer and her grandfather an artist,
she came in contact and played around with numerous artistic techniques during a natural
progression of her artistic development. She graduated with a degree in law but in recent years
abandoned her career as an attorney to fully dedicate herself to her passion, art.
Central to her art is an expression of a constant strain and tension that exists between women and
the world that surrounds them, which attempts to overpower and indeed surpass them. Women are
represented in her paintings and sculptures in a uniquely styled fetal position that embodies an
impenetrable protection against the fierce and brutal world symbolized by the texture of the canvas
beneath these representations. An inciteful depiction of this eternal struggle is her choice to use

materials from traditionally male dominated industrial sectors like cement, resins, sand and rusted
iron, that contrast with the minute and slight ethereal female figures closed in their serene and
protected state and which represent another more ideal universe.
Having dedicated herself exclusively to art in recent years, Cristina Menni has participated in
various personal and collective exhibitions.


Biografia 
Cristina Menni, vive e lavora a Pietrasanta. Nasce da una famiglia connotata da una forte vena artistica, il padre designer di gioielli e il nonno pittore le consentono di sperimentare e sviluppare diverse tecniche pittoriche. Si laurea in giurisprudenza ma negli ultimi anni abbandona la professione di avvocato per dedicarsi totalmente all'arte. Il senso del suo dipingere esprime la continua tensione tra la fragilità della figura femminile e l'universo che la circonda, cercando quasi di dominarla. 
Le sue donne stilizzate, racchiuse in posizione fetale che inserisce in ogni quadro e che rappresenta anche in sculture, divengono impenetrabili da un mondo impetuoso e brutale simboleggiato dalla texture materica delle sue tele. Testimone di questo duello è infatti la scelta stilistica di una matericità pesante e maschile rappresentata da materiali industriali come cemento, resina, sabbia, ferro arrugginito, in contrasto con le esili e minute donne dalla campitura piatta che, eteree, si chiudono in un'esistenza interiore serena e irraggiungibile, espressione di un universo altro.

Benché solo negli ultimi anni si sia dedicata esclusivamente all’arte ha partecipato a diverse esposizioni sia personali che collettive.

Contatti
E-mail: chichimenni@gmail.com
Instagram: critina_menni
Facebook: cristina menni
Cristina Menni - Il coraggio dei contrasti

Per sentire l'arte di Cristina Menni bisogna grattare la superficie.
L'artista non sarebbe d'accordo ma io vi invito a farlo davvero: con le dita e con le unghie.
Grattate la superficie di un suo quadro 100X100. 
Scalfite gli strati e sentite l'effetto che fa.
Nelle mani vi resta la materia, nelle narici l'odore. 
Materiali industriali, masse aggregate e brutali, il bianco della calce che si mangia viva la carne e penetra fino in fondo. In fondo alla tela, inseguendo l'intento di scandire l'essenza. 
La potenza intensa della creazione. 

Raccontare l'azione, la dinamica passione che agisce d'istinto, ginocchia a spillo sul pavimento o in piedi, 
con la potenza di leva che sprigiona la massima forza.
Eccola lì: la tela quadrata. Coperta di un gesto, di un'intenzione, di una liberazione che non si placa.

Nascere è un atto violento, implica il dolore e il valore più immenso. E' la donna che dona la vita.
Ri-nascere è un bisogno primario. Quando la vita gira in tondo e non si trova il senso.

L'anima trova scampo nel gesto e nasce un contrasto.
Il coraggio di rimettersi in gioco, 
L'energia maschile addomesticata in potenza
e racchiusa in un rigoroso quadrato.
Contrappunti e sostanze.
 
Per placare l'istinto di donna che cerca il senso
della compiuta armonia.

Gli opposti si intersecano a tutti i livelli: la figurazione Femmina e il gesto-materia Maschio creano un attrito, 
una tensione che non è mai in contraddizione.

La figura femminile è in posizione raccolta. E' indifesa oppure sta ri-nascendo?
La doppia valenza lascia a noi la risposta.

Questa donna ora rivendica un ruolo. 
Si prepara ad uscire dal quadro. 
Si veste di altri colori, la pelle è lucente. Se la sfiori ti leviga il palmo.
E' pronta per scendere in campo.
La sua provenienza è completa e complessa.
 

Non ha bisogno di attestare la sua identità. Si spiega da sola.
Può permettersi di incarnare un simbolo, di lanciare un pubblico messaggio. 
E' una fanciulla che nasce, una donna indifesa, una femmina che rivendica la propria ri-nascita.
Simbolo potente che racconta ogni donna
alla ricerca della propria identità, qualunque essa sia. 
Con l'abitudine quotidiana di aggredire la vita.
Con il coraggio dei contrasti.


Aprile 2018, Valeria Cumini
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