Print Lovers Magazine — REDESIGN PROCESS
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    The process behind the redesign of Print Lovers magazine: layout, grid, header, typography.
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A settembre 2015 mi è stato chiesto di riprogettare integralmente la rivista Print.

In realtà, la conoscevo già piuttosto bene: è uno tra i principali magazine italiani ad occuparsi già dal 2005 di stampa, packaging, carta e design. Sfortunatamente, Print aveva un design poco adatto, con griglie troppo rigide e un uso inadeguato della tipografia. Ho quindi iniziato lo studio di un redesign massivo del magazine, per dare ai suoi preziosi contenuti un nuovo vestito.


On September, 2015 I was asked to completely redesign the magazine Print.

Actually, I already knew the magazine: it is one of the main Italian magazine dealing with printed stuff, packaging, papers and design projects, published since 2005. Unfortunately, the magazine suffered a poor design, way too rigid grids and a boring use of typography — so I started studying a massive redesign of the magazine, in order to give its contents the layout they deserved. 








Ho evidenziato quattro aree di intervento su altrettanti principali difetti del design:
1. una testata troppo grande, che riduceva lo spazio a disposizione per la creatività della copertina; inoltre, il formato del magazine non restava sempre uguale a se stesso, con conseguenti difficoltà di riconoscimento e archiviazione;
2. scelte tipografiche banali e ridotte: un lineare semi-condensed per le titolazioni, e uno slab serif con un altro lineare per i testi principali. Inoltre, dimensioni e stili troppo omogenei risultavano in una gerarchia scarsa;
3. una griglia troppo ripetitiva e rigida, che causava spesso ridondanti posizionamenti delle immagini;
4. quasi mai venivano utilizzate immagini grandi e a tutta pagina, illustrazioni, infografiche — nonostante il magazine si occupi di contenuti visivi


I noticed four main flaws in the former Print magazine design:
1. a too big header, consequently reducing the creative area of the covers; furthermore, the main format of the magazine was often not the same issue-by-issue; 
2. a too strict typeface selection, basically set on a semi-condensed sans-serif font for titles, and alternatively a slab serif and a sans-serif font for main texts. Plus, sizes and styles were used in a poor way, thus affecting a bad hierarchy; 
3. a too repetitive grid system, reflecting in a boring arrangement of the elements;
4. almost no use of big images (though the magazine was and is primarily dealing with visual contents), bold colors, infographics or illustrations.








3. Testata e copertina

La riduzione dello spazio occupato della testata da 1/4 ad 1/6 della pagina (fissata, una volta per tutte, sul formato 235x280 mm) ha favorito un miglior uso dell'area della copertina per sviluppare soggetti creativi e lavorazioni speciali. Inoltre, il redesign della testata — che ora include un cuore (dopo il cambio di nome della rivista da Print Buyer a Print Lovers) e il numero della pagina — ha portato ad un miglior equilibrio tra gli elementi.


2. Header and cover redesign

The reduction of the cover from 1/4 to 1/6 of the page format (definitely fixed at 235x280 mm) prompted a better usage of the cover space to perform creativity, foils and special finishing. Therefore, the major redesign of the header — now including a heart symbol (after the name of the magazine changed from Print Buyer to Print Lovers) and the issue number — supported a better balance of the elements.









3. Tipografia e gerarchia

Sono un nerd della tipografia. Ho valutato con cura innumerevoli caratteri per il testo principale della rivista. Ho scelto alla fine lo splendido Sina Nova di HofType, pubblicato nel 2012. È un graziato con una certa spinta verticale, un'altezza della x piuttosto elevata (che lo rende perfetto a piccoli corpi) e ha 12 diversi stili con funzioni OpenType, incluse legature facoltative, maiuscoletto e numerali minuscoli.

L'uso di Sina Nova ha permesso di recuperare parecchio spazio a parità di corpo con il precedente Rockwell usato per i testi: lo spazio è ovviamente andato a favore dell'uso più ampio di immagini, favorendo i contenuti visivi della rivista.

Come font secondario — da utilizzare principalmente per testi più tecnici, didascalie e titoli delle sezioni — ho scelto Uniform di Miller Type Foundry. Disponibile in tre diverse proporzioni orizzontali (Normal, Condensed e Extra-Condensed) con numerosi stili, è perfetto per riempire il buco tra i font geometrici basati sul cerchio e i font condensed, pur restando profondamente coerente anche a piccoli corpi. 


3. Typography and hierarchy

As a matter of fact, I am a typography nerd. I carefully considered many choices for the main texts of the magazine, ultimately selecting the beautiful Sina Nova by HofType, released in 2012. It has a slightly vertical tendency, a higher x-height which makes it more open in small text sizes, and comes in 12 styles with rich Open Type features such as discretional ligatures, small caps and proportional old style figures. 

Using Sina Nova granted me much more space (even at the same size of the former Rockwell used for texts), which I used to place bigger images and to give the visual contents of the magazine the space they deserve.

As side font — mainly used for technical texts, captions or section titles — I picked Uniform by Miller Type Foundry, which comes in three different width (Normal, Condensed and Extra-Condensed) with a huge number of styles: perfect to fill the gap between circular geometric typefaces and condensed straight-sided typefaces, thus staying coherent even at small sizes. 







Ovviamente, due caratteri non sono abbastanza per un nerd della tipografia: volevo più flessibilità, movimento e libertà. Ecco perché seleziono quasi ogni volta differenti caratteri e i titoli principali e le citazioni dei singoli contenuti del magazine. Di seguito vedete solo alcune delle scelte utilizzate dal 2016. Questo mi ha permesso di giocare molto di più con la gerarchia tra elementi primari (titoli, sottotitoli, sommari, citazioni) e secondari (testo, didascalie). 

Of course, it wasn't enough for a type nerd: I wanted more flexibility, variation and freedom. That's why I always pick different typefaces for main titles and quotes according to the single contents of the magazines. Following are just a few choices used in the magazine since 2016. Therefore, this allowed me to play with strong hierarchy among main elements (titles, subtitles, summaries, quotes) and secondary elements (text, captions).








4. Griglia e impaginazione

Il layout è la struttura principale di un magazine. Volevo un sistema di guide sufficientemente rigido da garantire coerenza di pagina in pagina e di numero in numero, ma al contempo abbastanza flessibile da permettermi di giocare con larghezze e altezze dalle colonne, e con i posizionamenti di immagini e elementi extra come box, abstract, sezioni, citazioni.

Ho costruito un rettangolo di 190x230 millimetri all'interno della pagina: questa sarebbe stata l'area dei contenuti principali. Tutti gli elementi secondari (numero di pagina, numero di rivista, titolo della sezione, eccetera) sarebbero stati posizionati all'esterno di quest'area. Le misure dell'area mi hanno consentito differenti divisioni in colonne: a tre, a quattro, simmetriche o asimmetriche, con o senza spazi bianchi per ospitare box o citazioni. 

Fin dall'inizio, avevo deciso di avere un ben definito margine inferiore per la posizione dei testi, ma non uno superiore: questo mi garantisce maggiore flessibilità nella distribuzione dei testi e delle immagini, e di giocare con gli elementi extra-testo per mantenere un ritmo interessante tra le pagine. 

Infine, ho deciso di trasformare tutte le piccole rubriche della rivista in un unico contenitore: un sistema a quattro colonne (nel rispetto dell'area già indicata), con Uniform Black per le titolazioni e Uniform Condensed Light per i testi. Dall'altro lato, invece, ho scelto una impaginazione più creativa e differenziata per gli articoli principali che, il più delle volte, si aprono con una full-page.


4. Grid and layout

Layout is the main structure of a magazine. I was seeking a grid system enough fixed to be coherent throughout pages and issues, and enough flexible to let me play with columns width and heights, images placement and extra elements such as sections, quotes, and abstracts.

I built a 190x230 mm area on the page, to accept contents. All the issue elements (page number, section title and such) live outside this content area. The area is flexible enough to be divided into three or four columns, both symmetrical and asymmetrical, with or without white space. 

From the very beginning, I decided to have a fixed column alignment on the lower margin of the content area, but to let text flow upwards quite freely: this allowed me to place bigger images, to play with extra-elements and to preserve a smart rhythm throughout the pages.

Plus, I decided to make all the small headings quite the same: a four-column based layout with Uniform Black for titles and Uniform Condensed Light for the main texts. On the other side, I opted for a more creative and unfixed layout (though in the limits fixed by the grid system) for all the main articles; which, by the way, always open up with a full page.








Questo è il risultato finale.
This is the final result.






Guardate nel dettaglio i numeri di Print dal 61 al 65 qui, e dal 66 al 70 qui.
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