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Craft Menswear FW 16/17

Il rapporto tra uomo e natura è il fulcro dell’ispirazione della collezione menswear FW 16/17 Craft , che non voleva però essere né scontata nè banale. La strategia adottata per esplicitare il collegamento tra questi elementi è fondata pertanto su una figura retorica.
Il messaggio di fondo della collezione è la denuncia dello sfruttamento incontrollato delle risorse naturali del pianeta, ma non solo: intrinsecamente contiene anche un suggerimento per il futuro.
L’esplicitazione di questo messaggio avviene attraverso l’utilizzo del processo di lavorazione della ceramica, in quanto passaggio da elemento naturale a prodotto artigianale dell’uomo. Tale processo diventa etimologicamente una allegoria (ἀλλή + ἀγορεύω) del rapporto ideale fra la natura e l’uomo. Questi è inteso come homo faber, ovvero colui che plasma come un artigiano anche il suo destino: faber est suae quisque fortunae. Il rapporto primordiale instauratosi fra l’uomo e la natura si è progressivamente viziato fino ad arrivare al moderno rapporto di gretto sfruttamento ai fini economici e utilitaristici. In un’ottica post-illuminista, di reminiscenza rousseauiana, la collezione vuole suggerire un ribaltamento dei ruoli: l’uomo deve saper comprendere l’essere-in-potenza della natura così da rendersi esso stesso strumento di realizzazione in essere. Quindi la natura non deve più configurarsi come un mero strumento all’interno dei processi umani, artigianali, artificiali, e comunque di modificazione della stessa, bensì è l’uomo a doversi lungimirantemente e umilmente rendere strumento. È presente anche una istanza panteistica in chiave creativa anziché religiosa: nella natura l’uomo deve riconoscere l’origine percettiva della scintilla che lo ispira.
L’allegoria, per sua definizione, necessita di essere spiegata.
Il processo di lavorazione è facilmente ricollegabile al processo creativo: il primo è prettamente artigiano, il secondo è estendibile a tutte gli atti di produzione di beni materiali e artistici, o di idee. In quest’ottica l’homo faber inteso in chiave tradizionale è colui che lavora; ma attraverso l’allegoria si trasfigura anche in colui che pensa e inventa, e non solo. Riprendendo la citazione, infatti, l’homo è anche faber del suo destino, dunque è un uomo consapevole, che sceglie e agisce pensando al bene globale, che in questo frangente si identifica con il rispetto della natura e la volontà di porre fine al suo sfruttamento indiscriminato perpetrato soprattutto nell’ultimo secolo.
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Bianca Beltramello

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