In molte storie si racconta di anelli persi, o gettati, e poi ritrovati nella bocca o nella pancia di un pesce. 
Mi affascinano le storie di oggetti persi e poi ritrovati, mi fanno pensare che da alcune cose non si può scappare, non si possono lasciare da parte; che ci piaccia o no vanno affrontate e accettate per quelle che sono.
Il pesce rappresenta l'inconscio, quello che siamo risiede lì e invece che cercare di scappare o ignorarlo, credo sia necessario immergersi dentro alla sua pancia e cercare di comprendere cosa ci nasconde, ecco perché la mano esce direttamente dall'animale.
L'anello, che è anche parte di un unico occhio, rappresenta una fusione tra visione esterna e interna, è coscienza e consapevolezza di sé, luce e punto di arrivo.