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    my 9/11 memories, feelings and pictures
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MY 9/11.

I landed at JFK on the 9/10. The same evening I took another flight to Seattle, and that's where -the Next- morning I saw on CNN what was happening in New York. Unforgettable: disbelief, dismay, pride, strength. And the ability of the American people and its leaders to be united.
Since then there have been several times in other cities wounds from the same clash, the one between those in power and those who want the power (what for!!!): London, Madrid, Paris, Bruxelles, Monaco, Istanbul ...

A few days ago I was at "ground zero". I was moved thinking of how many individual and family destinies have been marked by that event, dragged against their will into a black hole, unable to escape as mired in the tar. This is the key that explains my pictures.

True stories of real people. That's why I appreciate that the names of all the victims have been written on the memorial. The first name on which fell my eye is that of Luigi (Gino said) Calvi, who was Italian as Ime. I looked in the web for info on this brother. Few :-(. Gino does not matter, I love you. For you (and for the others) hurts me to see someone -at Ground Zero- taking selfies, smiling like in a tourist destination.

Ground Zero is a place to stop and think. To nourish our soul and our actions.

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IL MIO 11 SETTEMBRE

Il 10 settembre 2001 sono atterrato al JFK. La sera stessa ho preso un altro volo per Seattle, ed è lì che -la mattina seguente- ho visto sulla CNN quanto accadeva a New York. Indimenticabile la incredulità, lo sgomento, l'orgoglio, la forza, la capacità del popolo americano e della sua classe dirigente di essere unito.
Da allora sono stato più volte in altre città ferite dallo stesso scontro, quello tra chi ha il potere e chi vuole il potere (per fare, certamente, di peggio): Londra, Madrid, Parigi, Monaco, Istanbul...

Pochi giorni fa sono stato a ground zero. Mi sono commosso nel pensare a quanti destini individuali e familiari sono state segnati da quell'evento, trascinati loro malgrado in un buco nero, impossibilitati e sfuggire come invischiati nel catrame. Questa è la chiave di lettura che spiega la mie fotografie.

Storie vere, di persone vere. Per questo apprezzo che siano stati scritti sul "memorial" i nomi di tutte le vittime. Il primo nome su cui è caduto il mio occhio è quello di Luigi (detto Gino) Calvi, di sangue italiano. Ho cercato notizie su questo nostro (di tutti) fratello. Poche, scarne. Non importa Gino, ti voglio bene. Per te e per gli altri mi ha fatto male vedere qualcuno che, a Ground Zero, si faceva selfie sorridendo come in una meta turistica.

Ground Zero è un luogo dove fermarci a pensare. Per nutrire la nostra anima e le nostre azioni.