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    Molte cose sono state dette sulla crisi dei rifiuti a Napoli e sulle responsabilità politiche di questo disastro italiano. Spesso si è detto che tutto ciò disonora l’Italia e l’immagine che essa proietta di sé all’estero: questa è stata la tesi di chi ha voluto cavalcare la crisi nel 2008 in periodo di campagna elettorale, salvo poi non fare nulla di risolutivo perché il problema non si ripetesse, come è successo dalla fine del 2010. La passata opposizione ha preferito tacere sulle responsabilità della sua classe dirigente locale, che in circa 15 anni di potere hanno creato le condizioni affinché tutto ciò accadesse. Propaganda, potere e collusione con la criminalità organizzata, che continua a realizzare profitti miliardari sulla spazzatura, hanno permesso lo sversamento in questi territori di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici industriali anche delle aziende del nord. Nessuno però parla delle popolazioni che abitano questi luoghi, oramai completamente avvelenati, devastati socialmente ed economicamente, che soggiacciono al controllo della camorra che ne ha infiltrato le istituzioni: Boscoreale e Terzigno sono comuni alle falde del Vesuvio e all’interno di un Parco Nazionale in cui è stata riaperta nel 2008 una discarica, Cava Sari, tra le più grandi d’Europa, che ammorba l’aria nel raggio di chilometri. A Taverna del Re, nel territorio del comune di Giugliano, giacciono da anni, tra i campi coltivati a insalata e in mezzo agli alberi di mele Annurche, un tempo vanto della zona, 7 milioni di ecoballe in attesa di essere smaltite. Ad ogni pioggia il “percolato”, liquido organico frutto della fermentazione dei rifiuti, cola nei campi che sono privi di sistemi di protezione, avvelenando i prodotti che portiamo sulle nostre tavole quotidianamente. Read Less
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Munnezza
di Davide Pravettoni
Molte cose sono state dette sulla crisi dei rifiuti a Napoli e sulle responsabilità politiche di questo disastro italiano. Spesso si è detto che tutto ciò disonora l’Italia e l’immagine che essa proietta di sé all’estero: questa è stata la tesi di chi ha voluto cavalcare la crisi nel 2008 in periodo di campagna elettorale, salvo poi non fare nulla di risolutivo perché il problema non si ripetesse, come è successo dalla fine del 2010.

La passata opposizione ha preferito tacere sulle responsabilità della sua classe dirigente locale, che in circa 15 anni di potere hanno creato le condizioni affinché tutto ciò accadesse.

Propaganda, potere e collusione con la criminalità organizzata, che continua a realizzare profitti miliardari sulla spazzatura, hanno permesso lo sversamento in questi territori di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici industriali anche delle aziende del nord. Nessuno però parla delle popolazioni che abitano questi luoghi, oramai completamente avvelenati, devastati socialmente ed economicamente, che soggiacciono al controllo della camorra che ne ha infiltrato le istituzioni:

Boscoreale e Terzigno sono comuni alle falde del Vesuvio e all’interno di un Parco Nazionale in cui è stata riaperta nel 2008 una discarica, Cava Sari, tra le più grandi d’Europa, che ammorba l’aria nel raggio di chilometri.

A Taverna del Re, nel territorio del comune di Giugliano, giacciono da anni, tra i campi coltivati a insalata e in mezzo agli alberi di mele Annurche, un tempo vanto della zona, 7 milioni di ecoballe in attesa di essere smaltite.

Ad ogni pioggia il “percolato”, liquido organico frutto della fermentazione dei rifiuti, cola nei campi che sono privi di sistemi di protezione, avvelenando i prodotti che portiamo sulle nostre tavole quotidianamente.