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    expo in rome 29 12 2012
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Comunicato stampa
Mercoledì 29 febbraio al mercato di Campo de’ Fiori un fruttarolo-esteta ospita le “immagini rubate all’agricoltura” dal fotografo Salvo D’Avila

 Roma, 22 febbraio 2012
Comunicato Stampa
Fotografia, mercoledì 29 febbraio al mercato di Campo de’ Fiori un fruttaroloesteta
ospita le “immagini rubate all’agricoltura” dal fotografo Salvo D’Avila

A Salvo D'Avila piace giocare. Il fotografo di origine pugliese, già con il titolo della
sua mostra, “Immagini rubate all'agricoltura”, esprime un gusto di stupire e una
dimensione ludica che si estende al luogo, al giorno e al modo di esporre i suoi ‘quadri
fotografici’. Il contesto è davvero insolito: non tutti scelgono un banco di frutta e
verdura per proporre, nell’arco di una sola giornata di mercato, fotografie che
raffigurano nature morte. E per di più in un giorno, qual è il 29 febbraio, che capita una volta ogni quattro anni.

Il tutto si svolge nella cornice dello storico mercato del Centro
Storico, che fu il set di uno dei più riusciti film di Mario Bonnard con Aldo Fabrizi e Anna Magnani nei ruoli di pescivendolo e di fruttivendola (“Campo de’ Fiori”, Italia, 1943). Neanche Claudio è una figura qualsiasi, perché sul banco di questo fruttarolo-esteta, verdura e frutta sono selezionate e presentate proprio per esaltarne la bellezza.

Al mattino di mercoledì prossimo, insieme a cedri, melograni, rami di corbezzolo e altre
“sculture della natura”, Claudio accoglierà le fotografie di Salvo D’Avila con frutta eortaggi …fuggiti da un capolavoro del barocco.
Il fotografo, naturalizzato romano,
propone la sua re-invenzione dei fondamentali della natura morta in pittura. Chiara è l’eco, tra le opere che saranno esposte mercoledì, di Caravaggio, che proprio dalle parti di Campo de’ Fiori usava sfidare a duello i suoi avversari, e, talora, persino del meneghino Arcimboldo. Espliciti anche i richiami ai maestri della fotografia dell’Ottocento e del Novecento quali Karl Blosffeldt ed Edward Weston.

C’è del gioco nell’equilibrio che D’Avila trova tra la citazione del classico e
l’invenzione personale.
C’è del gioco - e una gran tecnica al servizio
dell’emozione - nei trompe l’oeil che quasi obbligano l’osservatore a scegliere se interpretare ciò che guarda come fotografia oppure come pittura.
C’è del gioco, ma anche bellezza per rendere il mondo migliore. O, più modestamente,
per adornare una parete.
        Jacques Pierre Brissot
Salvo D’Avila è figlio d'arte, di madre storica dell'arte e padre gallerista. Si è formato
alla Scuola Romana di Fotografia. Vive e lavora nella capitale.


Info
W: www.behance.net/salvo_davila
T: 3486035150
E: salvo.davila@gmail.com

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