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    L’universo editoriale, in continua trasformazione, è costituito dalle sfaccettature più disparate. Tema di questa pubblicazione è l’analisi del cambiamento in atto in tale panorama, tramite la ricostruzione di un quadro teorico e critico. Oggi assistiamo a un fenomeno in crescita, quello dell’editoria indipendente; questa frontiera comprende quei progetti di microeditoria indipendente e autoproduzione (self publishing) che hanno minimi intenti economici, ma si presentano come lavori di ricerca decantando il loro valore fisico. Un ritorno alla progettualità handmade, valorizzando la materia e l’unicità che fa di un prodotto editoriale un’opera d’arte. Si afferma la figura del maker (artefice, creatore, fabbricante), rappresentante di un movimento culturale contemporaneo che estende la base filosofica del D.I.Y. (do it yourself). Nella centralità del progetto, il recupero della manualità non deve costituire un’ostentazione artigianale fine a se stessa, un’autocelebrazione autoriale; la scelta tecnica deve essere funzionale e consapevole, una naturale esigenza per raggiungere un determinato risultato formale richiesto dalla struttura del prodotto editoriale. Questa premessa ha portato alla nascita di un prodotto di selfpublishing, frutto dello scambio di esperienze di collettivo artistico. www.facebook.com/tunmagazine Read Less
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The publishing universe, in its continuous transformation, is made by a multitude of facets. The subject of this publication is the analysis of the changes in act on this scenery, throughout the reconstruction of a theoretical and critical scene. Today we assist to a phenomenon that grows, the independent publishing, this frontier include.
Those independent and self produced projects of micropublishing (self publishing) that have economical intents, but show themselves as works of research demonstrating their physical value. A return to handmade projects, valorizing the matter and the unique that make the publishing product a work of art. The identity of “maker” spreads in this context (the maker, the creator, the facturer) and represents a contemporary cultural movement that extends its philosophical base of D.I.Y.(do it yourself). At the centre of the project, the recovering of manuality can’t represent an ostentation of the arts and crafts, an authorial self celebration, the technical choose must be functional and self conscious, a natural exigency to reach a formal result in particular, required by the publishing product’s structure. All of this has brought to the birth of a selfpublishing product, born from the sharing of experiences of the artistical collective.