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The Remnants Of A Miracle
THE REMNANTS OF A MIRACLE
I RESTI DI UN MIRACOLO
Monditalia, Biennale di Venezia 2014

a project by / un progetto di
Luka Skansi
teamed with / con
Federico Padovani + Vera Leanza (foto, video), Marko Pogacnik (foto), Marcello Fodale (exhibition design / allestimento)
 
 
Concept
(testo italiano a fondo pagina)
The masterpieces of Italian modern architecture, built during the years of the Italian economic miracle (1950’s and 1960’s), are products of ambitious political, industrial and economic investments and they are the results of the most advanced architectural research of that time.
 
Today those buildings are neglected, deserted and in most cases forgotten.
 
They shed light on:
the birth, the life and death of the Italian economy;
the progressive dreams of Italy’s most talented architects and engineers;
the inherent qualities of architectural experimentation in the fields of prefabrication, construction, space;
the buildings’ (im)possible future;
our inability to protect them;
our inability to reuse them;
our inability to recycle old architectural ideas;
our inability to manage such mastodons;
the inability of our politicians to act as mediators of their destinies;
the fact that to build anew is cheaper than to restore< i.e., that to build is cheaper than to demolish;
how architecture has a very short life, and the architect is not responsible for its lifespan;
how reality is stronger than architecture;
the irreversibility of our technological production;
the fact that modern architecture was never flexible enough;
the destiny of modern architecture, that is similar to the architecture of any historical period sooner or later its time comes to an end.
 
However, these buildings also show evidence of:
the dignity of modern architecture, even as a remnant;
the fact that we still have built spaces to rethink and to (re)occupy;
how great architecture, even as a remnant, is never silent, but releases the imagination;
the failure of an idea of modernity, on which Italy was built, while at the same time the latent potential that Italian modernity still holds.
 
Videos
 
Structures
Left: Stabilimenti Olivetti, Marcianise, 1962, Eduardo Vittoria, Marco Zanuso, Antonio Migliasso
Right: Tribune dell’Ippodromo di Tor di Valle, Roma, 1958-59, Julio Lafuente, Aicardo Virago, Gaetano Rebecchini
 
Left: Manifattura Tabacchi, Bologna, 1948-60, tobacco warehouse, Pier Luigi Nervi, Nervi & Bartoli
Right: Manifattura Tabacchi, Bologna, 1948-60, salt warehouse, Pier Luigi Nervi, Nervi & Bartoli
 
Left: Cartiera Burgo, Mantova, 1961-64, Pier Luigi Nervi, Gino Covre
Right: Torre Galfa, Milano, 1956-59, Melchiorre Bega, Arturo Danusso, Luigi Antonietti, Piero Papini
 
Left: Padiglione del Salone dell’Automobile, Torino, 1958-59, Riccardo Morandi
Right: Palazzo del Lavoro, Torino, 1959-6, Pier Luigi Nervi, Antonio Nervi, Gino Covre
 
Left: Villaggio Eni - colonia, Borca di Cadore, 1954-63, Edoardo Gellner, Silvano Zorzi
Right: Stabilimento Raffo, Pietrasanta, 1955-56, Leo Calini, Eugenio Montuori, Sergio Musmeci
 
Left: Mercato dei fiori, Pescia, 1948-55, Leonardo Savioli, Leonardo Ricci, Giuseppe Gori, Enzo Gori
Right: Istituto Marchiondi Spagliardi, Baggio, Milano, 1953-57, Vittoriano Viganò, Silvano Zorzi
 
Spaces
 
Mercato dei fiori, Pescia, 1948-55
Leonardo Savioli, Leonardo Ricci, Giuseppe Gori, Enzo Gori
 
Tribune dell’Ippodromo di Tor di Valle, Roma, 1958-59
Julio Lafuente, Aicardo Virago, Gaetano Rebecchini
 
Palazzo del lavoro, Torino, 1959-61
Pier Luigi Nervi, Antonio Nervi, Gino Covre
 
Villaggio Eni - colonia, Borca di Cadore, 1954-63
Edoardo Gellner, Silvano Zorzi
 
Manifattura Tabacchi, Bologna, 1948-60 
Pier Luigi Nervi, Nervi & Bartoli
 
Above: Stabilimento Siag, Marcianise (Caserta), 1962, housing
Angelo Mangiarotti, Aldo Favini
Below: Stabilimento Siag, Marcianise (Caserta), 1962, factory
Angelo Mangiarotti, Aldo Favini
Above and Below:
Colonia Enel, Rimini, 1961-63
Giancarlo De Carlo
Officine ed edifici dei servizi Olivetti Synthesis, Massa, 1949-57
Piero Bottoni, Mario Pucci
 
Stabilimento Raffo, Pietrasanta, 1956
Leo Calini, Eugenio Montuori, Sergio Musmeci
 
Istituto Marchiondi Spagliardi, Baggio, Milano, 1953-57
Vittoriano Viganò, Silvano Zorzi
 
Remnants
 
Exhibition Project
Full Credits:
 

Project by Luka Skansi with Federico Padovani
Exhibition Design by Marcello Fodale
Videos by Federico Padovani with Vera Leanza
Photos by Vera Leanza, Federico Padovani, Marko Pogacnik, Luka Skansi
 

many thanks to:
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali – Regione Emilia-Romagna
Cartiere Burgo, Mantova
Mi.no.ter SpA

 
testo italiano / Italian text
I resti di un miracolo
 
Questi capolavori dell’architettura italiana, costruiti negli anni del “miracolo economico” (tra gli anni ’50 e ’60) come prodotti di ambiziosi investimenti politici, industriali ed economici, sono i risultati della più avanzata ricerca architettonica e ingegneristica del tempo.
Oggi sono trascurati, abbandonati e in molti casi dimenticati.
 
Essi parlano
- della nascita, della vita e della morte di settori dell’economia italiana
- delle più avanzate ricerche svolte da talentuosi architetti e ingegneri
- della qualità della sperimentazione architettonica nel campo della prefabbricazione, della costruzione, della spazialità
- del proprio (im)possibile futuro
- della nostra incapacità di proteggerli
- della nostra incapacità di riutilizzarli
- della nostra incapacità di riciclare idee architettoniche del passato
- della nostra incapacità di gestire questi mastodonti
- dell’incapacità dei nostri politici di agire come mediatori dei loro destini
- del fatto che costruire è più conveniente che ripristinare; che costruire è più conveniente che demolire
- del fatto che l’architettura ha una vita molto breve, e che l’architetto non è colpevole per questo
- del fatto che la realtà è più forte dell’architettura
- dell’irreversibilità dei prodotti tecnologici che produciamo
- del fatto che l’architettura moderna non è mai stata sufficientemente flessibile
- del destino dell’architettura moderna, che è simile all’architettura di qualsiasi epoca storica: prima o poi il suo tempo giunge al termine.
 
Tuttavia, questi edifici rendono evidente anche:
- la dignità dell’architettura moderna, anche come resto
- il fatto che abbiamo molto spazio costruito ancora da ripensare e (ri)occupare
- che la grande architettura, anche come resto, non è mai silenziosa, ma anzi, essa libera l’immaginazione
- il fallimento di un’idea di modernità, sulla quale l’Italia è stata costruita; ma, allo stesso tempo, la latente potenzialità che la modernità italiana ancora detiene.
 
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Federico Padovani

The Remnants Of A Miracle

An exhibition project for the 2014 Venice Architecture Biennial Monditalia Pavillion showing photos and videos of building built back in the 50s Read More
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