APPARATI / 2013
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APPARATI
 
Nel precedente lavoro "APPARTENENZE"
l'intento è documentare l'evidente.
Una registrazione visiva e oggettiva,
priva di ogni interpretazione,
di persone che condividono un territorio, un luogo.
Credo che la fotografia debba essere poesia
e che la poesia debba suggerire il mistero.
Molte sono le definizioni di mistero e tutte hanno a che vedere
con la nozione del nascosto, del segreto.
Per Heidegger il mistero è inerente all'essenza della verità.
In questo lavoro "APPARATI"
dove la rappresentazione oggettiva di organi
(lingua, cuore, occhi….)
 è palese, anziché limitarsi a rivelare ciò che in natura
è nascosto, ne evoca il mistero,
Il mistero dell'ordinario che pone nuovi interrogativi.
 
APPARATI
[APPARATUS]
 
In my previous work "APPARTENENZE" 
my intent was documenting obviousness. 
A visual and objective entry, 
devoid of any interpretation, 
of people who share an habitat, a place. 
I believe that photography should be poetry 
and that poetry should suggest mystery. 
There are many explanations of mystery and they all have to do
with the concept of hidden, of secret. 
According to Heidegger, mystery is about truth's essence. 
In this work "APPARATI" 
where the objective representation of organs 
(tongue, heart, eyes...) 
  is clear, rather than merely revealing what in nature 
is hidden, it evokes mystery, 
the mystery of the ordinary that raises new questions.