Xelle - Restyling di XL di Repubblica - Tesi di Laurea
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    Perché decidere di eseguire il restyling di XL di Repubblica? Probabilmente la risposta può derivare dalle parole guida che ho scelto per accompagnare il mio percorso di studi e questo lavoro di conclusione, ovvero Design. Carattere. Novità. La mia visione della grafica editoriale, che si è costruita in questi 3 anni di studio presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, credo si rispecchi in queste parole che determinano oggi la filosofia di base di questo progetto. Non ci si propone di essere esaustivi rispetto alle possibilità ed ai campi della grafica editoriale, ma questo progetto vuole essere allo stesso tempo ambizioso, originale, ma anche di sfida con me stesso, rispetto allo sviluppo di un prodotto più professionale possibile. Ho approfittato della possibilità e della necessità di XL di Repubblica, che richiedeva una profonda reinterpretazione del progetto grafico, per sfidare il limite della mia inesperienza, cimentandomi con un lavoro impegnativo, serio, difficoltoso, spesso frustrante, ma proprio per questo capace di appassionarmi e immettermi in una sorta di prova generale del mondo del lavoro che mi aspetta. Questa, dunque, non è per me una semplice tesi di laurea, ma l’inizio di un’avventura che ha come protagonisti la tecnica, le competenze, la tecnologia, il metodo e soprattutto la ricerca di visioni e idee capaci di proiettarmi verso il futuro. L’organizzazione di questa breve descrizione che si concretizza nella produzione di una copia reale della mia idea progettuale di “Xelle” (il nome nel mio restyling), riporta una descrizione del progetto del logotipo di testata e della creazione di un motto, alla base della nuova filosofia di fondo della rivista: capace di interpretare lo spirito di innovazione e di comunicazione. Inoltre, si è provveduto a uno sviluppo della versione cartacea e digitale, a scelte tipografiche determinanti e a studi personali sulla percezione del pubblico di riferimento, al fine di potenziare l’impatto comunicativo attraverso l’inserimento di griglie, gabbie, moduli di lavoro, illustrazioni e 5 nuove sezioni focalizzate su 5 mondi diversi: Tendenze, Nuove tecnologie, Cinema, Musica e Arte. Il LOGOTIPO DI TESTATA Il lavoro sull’utilizzo del logotipo di testata, è iniziato dall’analisi dei nuovi obiettivi che XL di Repubblica richiedeva: − Allargare il target di riferimento; − Calmierare i costi; − Reinterpretare il progetto grafico nella sua interezza; − Svincolare il prodotto da ciò che era, trasformandolo in un nuovo media di approfondimento culturale di musica, cinema, tendenze, arte e nuove tecnologie. IL PIANO DI RESTYLING “Xelle”, è la forma estesa del nome precedentemente utilizzato per il mensile di “Repubblica”, il cosiddetto “XL di Repubblica”. Il motivo di tale scelta si ricollega a uno dei punti sopra citati, dedicato alla ricerca di un nuovo pubblico. L’estensione, diviene simbolo dell’obiettivo finale, che comprende l’allargamento del target di riferimento della rivista e dei canali di diffusione. Si è scelto, quindi, di partire da questo elemento per la costruzione del logotipo di testata, che verrà inserito nella parte centrale superiore della prima di copertina, pronta a sottolineare la sua importanza, ben evidente, mentre alcuni strilli fanno da cornice. La scelta di “estendere” il logotipo è stata determinata anche dalla necessità di rinnovare un prodotto alla ricerca di idee fresche e originali. Un po’ di storia… La parola XL nasce nel 2005 assieme alla rivista come acronimo di extra large, che col tempo crescerà e si svilupperà mostrandoci trasformazioni e restyling unici, sia per il formato che per il logotipo di testata che, da carattere tipografico netto, diventa gestuale. Xelle oggi rinasce con un nuovo spirito professionale e “Graziato” attraverso il carattere tipografico “Pùblico” che diventa il nuovo protagonista. La scelta non è stata dettata da un mero piano estetico, ma l’utilizzo, è stato indispensabile per la necessità di trovare un carattere che fosse allo stesso tempo, elegante, ma anche di grande impatto. Nulla poteva eguagliare la mano di Paul Barnes, che lo ricordiamo per un altro famosissimo carattere tipografico, il “Guardian”, che con poco più di 200 caratteri per ogni famiglia, è uno dei più grandi progetti di typedesign personalizzato mai commissionato da un giornale. Come il Guardian, il Pùblico viene progettato per lavorare in specifiche condizioni di layout e di stampa dei giornali, ma non prende spunto dal design di caratteri tradizionali, risultando invece decisamente e contemporaneo. Xelle rinasce con la necessità di sviluppare un nuovo modo di porsi e trasformarsi, per rivolgersi ad un pubblico sempre più vasto e curioso. Una nuova personalità, che abbandona gli schemi classici della vecchia rivista, e pone il lettore davanti ad una nuova filosofia: diventare un nuovo media di approfondimento culturale. La personalità della rivista si afferma con una nuova veste grafica, indispensabile per dare ai contenuti un tocco unico, particolare, che vede sempre come protagonista la creatività, sia nella scelta di nuovi caratteri tipografici, che nell’utilizzo di colori vivaci. La rivista è divisa in sezioni: - Tendenze; - Nuove tecnologie; - Cinema con registi e recensioni; - Musica, per scoprire suoni e artisti; - Arte e design di ogni genere e tipologia al fine di ampliare la cultura generale; Il Motto: Design. Carattere. Novità. Tutte le sezioni sono ricche di interviste, immagini e illustrazioni colme di enfasi. Una delle novità, figlie del nostro tempo, è la progettazione anche per dispositivi tablet, dove sono stati inseriti i canonici elementi di interattività. Nella foto in basso a destra viene evidenziato, in primissimo piano, il motto scelto per la nuova versione di XL di Repubblica LO SVILUPPO Il progetto di Xelle è stato pensato con una suddivisione che rispettasse un ritmo interessante al suo interno, in modo da catturare il lettore senza annoiarlo. Il punto chiave che lo rende interessante nella sua struttura, è la suddivisione in cinque parti, sviluppate con una eguale importanza. Cinque sezioni di approfondimento culturale e di tendenze, diverse, ma capaci di creare un ritmo che verrà reinterpretato col passare del tempo e che non appesantirà la lettura grazie a piccoli servizi e a rubriche alternate alle storie principali. Una suddivisione tra parte iniziale, composta da editoriale e sommario, sarà solo il punto di partenza per una parte centrale più ampia, caratterizzata da rubriche brevi, pubbliredazionali e redazionali. Gli articoli di alleggerimento, sono preimpostati dalle 300 alle 500 battute, questo al fine di creare un ritmo più veloce e leggero per il lettore, che sarà invogliato a scoprire quanti più servizi in minor tempo. Questa zona del magazine, avrà il compito di accompagnare il lettore ad entrare nel numero corrente, e sarà personalizzata grazie a illustrazioni, foto e box di approfondimento. L’obiettivo, è quello di creare una sinusoide di attenzione, che ci permetterà di navigare, dagli articoli minori fino a quelli più importanti, che essendo più corposi, varieranno dalle 1.000 alle 4.000 battute di ingombro. Il ciclo di ogni sezione, è caratterizzato da una personalità vivace e ariosa. La prima di queste sezioni è “Tendenze”, che affronta temi di cultura, ricerca, business e di persone fuori dal comune, definiti “Outsiders”. Si pone con uno spirito di ricerca e di novità, rappresentato soprattutto dalla rubrica “Geek Life” presente al suo interno. La persona di tendenza oggi è tecnologica, interessata a ciò che riguarda la cultura, tende ad ampliare le conoscenze, poichè attratta da una vita in movimento, è predisposta alla scienza e alla condivisione delle sue scoperte. È fuori dalle righe e dunque non massificata, in un termine, “Geek”. “Hi-Tech” è un’altra sezione che affronterà il mondo delle nuove tecnologie e sarà caratterizzata da elementi come: Videogames, Startup, Nuovi applicativi, e molti altri elementi del mondo dell’innovazione e del mondo tech. “The Watcher” è la terza sezione della rivista: prende spunto da una rubrica che era presente nella precedente versione di XL. È stato logico reinserirla, poichè risultava accattivante nel nome e nella funzione: una finestra per sbirciare il mondo. Nella nuova versione si trattano temi quali, il grande schermo, quindi cinema, ma anche telefilm, film, classifiche, backstage, registi e recensioni. Perfetta per l’appassionato cinefilo. “Sound” è la penultima delle sezioni. Tratta tutto ciò che riguarda la musica, strumenti inerenti e classifiche del momento. Una sezione di approfondimento, con rubriche su “Live” e “Playlist” del mondo musicale, per scoprire e tenersi aggiornati su tutti gli artisti emergenti del momento. Ultima, ma non meno importante, è la sezione “Arte”, dedicata al mondo del fumetto, del design, dell’architettura; con una rubrica di nome “Storia” dedicata allo sviluppo illustrato di avventure dedicate solamente a Xelle. In ogni numero della rivista, tale storia appositamente pensata e illustrata, vedrà uno sviluppo e dunque permetterà al lettore di creare uno stato di attesa nei confronti dell’uscita del mese successivo. Xelle vuole proporsi al grande pubblico con un nuovo spirito, capace di colpire un lettore che si troverà di fronte ad una profonda riprogettazione anche della struttura, poiché, ogni elemento è stato pensato come un organo funzionale e funzionante. LA DECLINAZIONE DIGITALE PER I NUOVI DEVICE Tra le novità presentate col restyling di XL, esiste una declinazione digitale per tablet, in special modo, i device Apple. Il mondo editoriale, dall’uscita di questi dispositivi mobili, è cambiato radicalmente. Interazioni, gallerie, link e animazioni, sono alla base di queste piattaforme che vengono arricchite dal digitale. L’Apple iPad, diventa quindi un’opportunità nuova per Xelle, che può espandere ancora di più i suoi orizzonti, diventando adesso, ancora più grande, ancora più “xl”. Grazie alla versione digitale, Xelle può puntare ad un approfondimento maggiore dei contenuti. Si potrà sfruttare la possibilità di sfogliare il magazine in ogni momento della giornata e, soprattutto, in ogni situazione, poiché, proprio come la “tablet generation”, c’è sempre la necessità di sfiorare uno schermo per far cadere l’occhio su un video, un’immagine, un contenuto quando le attese e la noia fanno capolino. Video, interazioni, pulsanti e un attento design, sono sicuramente le chiavi di questo formato che si presenta diversamente dal cartaceo, poiché lo scopo è diversificare l’esperienza. La versione dedicata al tablet, al contrario della cartacea, ha subito dei cambiamenti sia per quanto riguarda la struttura (margini, griglie, font, box di testo), che per i contenuti, ora multimediali e di impatto notevole. Se nella versione “tradizionale” si può sfruttare la multifunzionalità della doppia gabbia, la semplicità della monocolonna, declina perfettamente la fruizione dei contenuti sui dispositivi mobili. Oltre a questo cambiamento, ovviamente è aumentato il corpo dei caratteri tipografici, altrimenti difficilmente leggibili per il supporto mobile. LA TIPOGRAFIA I caratteri tipografici sono stati la base di partenza di tutta la struttura, sia tecnica che grafica del lavoro, poiché ogni font ha bisogno del suo piano di sviluppo che lo valorizzi; così un carattere “condensed” avrà bisogno di un corpo più grande per riuscire ad avere la giusta lettura ottica, mentre lo stesso non si potrà dire di un carattere “regular”, che invece avrà bisogno di un corpo minore. I caratteri tipografici delineati, sono il frutto di una scelta attenta e ponderata, che unisce alla bellezza estetica, il nuovo mood della rivista. I CARATTERI TIPOGRAFICI Avenir Nel 1988, Adrian Frutiger completa il carattere “Avenir”. Avenir, che in lingua francese significa “avvenire o futuro”, prende ispirazione dal “Futura” di Paul Renner, ma include similarità strutturali con i neo-grotesque. Anche se l’Avenir può essere classificato come un carattere rigido, non è stato progettato come puramente geometrico e lineare. I tratti verticali sono stati ridotti in modo da rendere l’impostazione del testo più leggibile, soprattutto in ambito orizzontale, modalità diffusa nella cultura occidentale. I tratti verticali, infatti, sono più spessi rispetto quelli orizzontali e, per esempio, la lettera O non è perfettamente inscritta in un modulo quadrato. La scelta del Frutiger, è dovuta al fatto che i caratteri lineari sono difficili da leggere per l’uso testuale, e lettere puramente geometriche, non si uniscono armoniosamente per formare le parole. L’Avenir completa la cornice tipografica scelta per il nuovo progetto di Xelle, e viene utilizzato per i titoli che devono catturare l’attenzione del lettore, più come immagine che come parola, diventando la scelta perfetta per le sezioni di approfondimento. Publico Nell’estate del 2006, Mark Porter e Simon Esterson, in occasione del restyling della rivista “Pùblico”, un importante quotidiano portoghese che doveva essere lanciato all’inizio del 2007, commissionano a Paul Barnes e ai suoi assistenti, il compito di creare un carattere tipografico, in breve tempo, il più possibile riconducibile allo stesso “Guardian Egyptians”. Caratteristica principale della font, è la nitidezza dei pesi “Serif”, che creano un gioco di contrasti peso/grazia. Il Pùblico è una famiglia di caratteri elegante e fresca, risultando più contemporanea della maggior parte dei volti egiziani. Tale premessa, determina la scelta di questa font per una rivista che vuole essere elegante, contemporanea e immediata, infatti, la sua versione “Medium”, è stata applicata al logotipo di testata di Xelle, la sua versione “Italic” per i sottotitoli e la versione light per il testo, il corpo del carattere è 8 su interlinea 12, quindi il risultato finale consente una migliore resa e una lettura più fluida. Geogrotesque Il papà di questo carattere è Eduardo Manso, che lavora in una piccola fonderia, con sede a Barcellona, di nome EmType, la cui filosofia è quella di produrre caratteri originali e di alta qualità, sia per le titolazioni che per l’uso testuale. Geogrotesque, è un carattere semi modulare con uno stile arrotondato e ben rifinito, che si associa e si integra all’interno della rivista col Pùblico. Anche se la famiglia tipografica ha una costruzione geometrica, la finitura arrotondata fornisce un aspetto caldo, rendendo i caratteri tipografici più belli. Geogrotesque è stato concepito per essere utilizzato come un carattere di visualizzazione in pubblicazioni o testi di lunghezza intermedia, soprattutto per i suoi pesi sottili e ultraleggeri. Nella rivista è utilizzato per le intestazioni di pagina, i titoli dei box di approfondimento e altre titolazioni. L'OCCHIO DEL PUBBLICO Per la costruzione della cover di Xelle, è stata necessaria la conoscenza della regola dei terzi, metodo classico utilizzato dagli artisti e applicato in tutte le arti grafiche, che consiste nella suddivisione in terzi del piano di lavoro. I terzi sono stati suddivisi secondo una fascia di importanza dove il livello principale è posto nel piano superiore, dove è stato inserito il logotipo di testata e piccoli strilli più o meno importanti, questo perché l’occhio del pubblico è catturato dalla zona denominata “terzo di sinistra”. Nella parte centrale risiede il secondo piano più importante, accompagnato dagli articoli come le cover story, che sono secondi solo al logotipo di testata. La parte inferiore è stata dedicata all’inserimento di altri strilli più o meno secondari, che potrebbero essere posizionati in altre parti: ciò è condizionato da un visual a cui si vuole dare maggiore aria o rilievo. LA COVER E LA COSTINA Lo strillo principale è l’elemento più vivace della cover, la sua posizione centrale, il carattere evidente e non ultimo il colore, richiamano e indirizzano il lettore verso uno dei più importanti elementi della rivista che è volutamente posizionato per sottolineare il suo ruolo. Infine, in basso sono stati inseriti altri strilli e l’indispensabile codice a barre. Le barre di colore presenti nella costina sono volutamente posizionate, la prima in linea col logotipo e ne riprende il colore, la seconda in giallo per riprendere lo strillo principale e per concludere con altre più piccole inserite per richiamare gli strilli, nonostante svolgano un ruolo minore. Un’innovazione che potrebbe interessare il pubblico, sarebbe l’introduzione di varie cover corrispondenti agli articoli principali trattati da Xelle. Ognuno potrebbe scegliere la copertina più vicina ai propri gusti o interessi, come dire cinque riviste diverse in una, cinque riviste adatte ad ogni persone. Si è pensato molto ad una delle peculiarità di XL, ovvero quello di creare più cover dedicate ad un musicista in particolare, così da attirare un pubblico maggiore col semplice motto “Non ti attrae una cover, ne abbiamo un’altra che ti rappresenta di più!” LA DOPPIA GABBIA All’interno della griglia, esistono delle linee guida orizzontali utilizzate per delimitare gli spazi, dentro i quali è possibile creare i moduli, sia per il testo che per le immagini. Grazie a questa divisione orizzontale, è possibile spaziare con più altezze per personalizzare il layout. Questo permette di posizionare immagini, illustrazioni o video per la versione digitale su tablet, in modo equilibrato rispetto alle informazioni. Diversamente, per le intestazioni di pagina, che fungono da eccezione in quanto, sono inserite al di fuori della gabbia, poiché svolgono un ruolo prettamente indicativo. Le griglie e la gabbia, sono un altro dei punti fondamentali per la comprensione del restyling di Xelle. Si è tenuto conto della voglia di cambiare e creare anche in questo aspetto del progetto, delle linee guida che permettessero, varietà e novità. CONCLUSIONI Design. Carattere. Novità: Sono tre semplici parole che rappresentano un inizio e una conclusione. Ho iniziato, pensando che bastasse cambiare solo il design della rivista di XL per renderla veramente completa, ma col passare del tempo ho scoperto la necessità di un cambiamento dell’intera filosofia della rivista e del suo carattere, quindi ho riprogettato quest’ultima come una nuova prospettiva che fosse al passo con i tempi, e capace di intrattenere il pubblico grazie alla molteplicità di contenuti di tendenza e di interesse attuale, che fosse una novità. Questo restyling, è la rappresentazione sintetizzata del mio viaggio ricco di sollecitazioni, fatica, studio, volontà e passione, che solo oggi si trasformano in qualcosa di concreto e tangibile. Oggi ci troviamo davanti una rivista dalle grandi potenzialità, ricca, non solo delle mie emozioni, ma anche di nuovi contenuti, stili e creatività, sottolineati maggiormente dalla versione multimediale per iPad, che completa un prodotto già valido in versione cartacea. Una nuova possibilità per questa testata di arricchirsi di interattività, con video, gallerie e contenuti musicali che rispondono sempre di più alle esigenze delle nuove generazioni. Ho avuto l’onore di poter dare un mio contributo a questa grande rivista, che spero possa rinascere magari con il mio progetto! Coordinatore della Scuola di Grafica Editoriale: Prof. Enrico Pusceddu Relatore: Prof. Francesco Mazzenga Progetto di Tesi: Daniele Cinà La mia sfida, la mia lotta, la mia vittoria! Grazie a tutti quelli che hanno creduto in me! -Daniele Cinà Read Less
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This job is not for me a simple thesis, but the beginning of an adventure that has as its protagonists the technique, skills, technology, method and especially the search for visions and ideas that can project myself into the future.  A new philosophy of the bottom of the magazine: able to interpret the spirit of innovation and communication. In addition, it was decided to develop the print and digital, typographic choices determinants and personal studies on the perception of the relevant public, in order to enhance the impact of communication through the placement of grids, cages and modules

 

It was also designed a digital version for iPad,
perfectly animated to expand the experience and horizons of Xelle

 
A questo link potete vedere lo sfogliabile dell'intera rivista!