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BRIEF: Superare il pregiudizio che il mondo del carcere si porta dietro per comunicare la qualità degli accessori Made in Carcere. IDEA: Faccia… Read More
BRIEF: Superare il pregiudizio che il mondo del carcere si porta dietro per comunicare la qualità degli accessori Made in Carcere. IDEA: Facciamo confessare alle detenute i “reati” che hanno compiuto con le loro mani. Una provocazione che rende colpevole il pregiudizio e lo sfrutta per dare un valore positivo al concetto di “fare”. Fare come azione che permette alle detenute di riscoprire il loro valore e come modo per rimarcare la qualità dei prodotti fatti a mano. Read Less
Published:
Art Director: Alessia Bonito Oliva
Copywriter: Sara Bottani
 
BRIEF: 
Superare il pregiudizio che il mondo del carcere si porta dietro per comunicare la qualità degli accessori
Made in Carcere.
 
IDEA: 
Facciamo confessare alle detenute i “reati” che hanno compiuto con le loro mani.
Una provocazione che rende colpevole il pregiudizio e lo sfrutta per dare un valore positivo al concetto
di “fare”. Fare come azione che permette alle detenute di riscoprire il loro valore e come modo per rimarcare
la qualità dei prodotti fatti a mano. 
 STAMPA:
Una multisoggetto che confessa i prodotti Made in Carcere.
BODYCOPY: 
PRODOTTI EGO-SOSTENIBILI.
Gli accessori di Made in Carcere sono confezionati a mano da donne detenute che ogni giorno, con materiali riciclati, dimostrano a se stesse e agli altri, come da un tessuto non più utilizzato possa nascere un prodotto
di grande qualità. 
Per ritrovare il valore bisogna andare oltre il pregiudizio.
So che lo sai anche tu. Confessalo. Vai su www.madeincarcere/confesso.it
AMBIENT: 
Sfruttiamo le luci delle città e gli specchi dei locali per ricreare l’atmosfera dell’interrogatorio.
In ogni affissione verrà messo un Qr code che porta al minisito dedicato 
per acquistare uno degli accessori o per personalizzare la propria borsa 
con un’etichetta da condividere sui social.
TEMPORARY STORE: 
In via Vittorio Emanuele a Milano metteremo un temporary store. 
I prodotti saranno esposti singolarmente dietro un vetro, come nelle vere boutique e illuminati dai faretti come se fossero sotto interrogatorio. 
Di fianco alla teca delle cuffiette permetteranno di ascoltare le storie 
delle detenute e la loro confessione sul perché sono felici di lavorare 
per Made in Carcere. Nel ptv sarà inoltre possibile personalizzare le etichette 
delle borse con il proprio #confesso. 
MINISITO/ SOCIAL: 
Nel minisito sarà possibile acquistare i prodotti o personalizzare la propria borsa con un’etichetta #confesso. La borsa personalizzata entrerà a far parte della collezione acquistabile sul sito (verrà poi creata ad hoc dalle carcerate) 
o potrà essere semplicemente condivisa sui social.
ex: #confesso, non bevo solo camomilla.
VIDEO:
SCRIPT:

Buio.
Close up sul viso di una donna illuminato solo da un fascio di luce.
Atmosfera interrogatorio. 
Il campo lentamente inizia ad allargarsi.
Si sentono dei rumori inquietanti. 
La donna ha la testa abbassata su qualcosa e non guarda verso la mdp.
Sentiamo la sua voce fuori campo mentre lo zoom lento e inesorabile ci mostra la donna
che poco a poco alza la testa.
“Confesso…eravamo in 20… tutte donne…una di loro, la più vecchia, mi ha passato le forbici….
subito ho pensato: non lo posso fare...non lo so fare.. ma poi… alla fine.. l’ho fatto, io... per te.” 
Ora la donna ci guarda fissa.
L’inquadratura è completamente allargata e scopriamo che è seduta ad una scrivania.
Abbozza un sorriso.
Davanti a lei una macchina da cucire e di fianco una borsa. 
Dissolvenza a nero mentre assolve il logo e uno speaker chiude: 
“Il vero colpevole è il pregiudizio. Le donne grazie al lavoro in carcere possono riscoprire il loro valore. Sostienile anche tu. Vai su www.madeincarcere.it”

Made in carcere.
Prodotti Egosostenibili.