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    Se progettare vuol dire agire sul confine, una Scuola di Architettura non può che impegnarsi, per sua natura disciplinare, sulle soglie della prefigurazione ed enunciazione di desideri e ideazioni di spazi di vita, privata e collettiva, immaginandone, su pressione delle metamorfosi vitali del racconto urbano in particolare, le nuove permanenze potenziali, come luoghi d’alta memorabilità rappresentativa, simbolico-estetica. La partecipazione a F-Light 2013 ha implicato il chiarimento di questa naturale specificità d’azione sulla soglia tra effimero e duraturo, tra temporaneo e permanente, in una tensione conciliativa ricca di territori di possibilità creativa sul tema dello spazio pubblico contemporaneo. Read Less
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