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    CIV, Cantiere Identità Visiva | Siracusa ricerche per l’identità visiva della SDS Architettura | con Giovanni Anceschi, Bruno Monguzzi, Cinzia Ferrara, Gianni Latino, Carlo Coniglio, Francesco Trovato, Walter Silvestrini, Bruno Messina, Francesca Castagneto, Marco Navarra, Francesco Garofalo, Mario Lupano settembre 2013 concept: contenitore visivo della facoltà Il termine Fabbrica lancia un immediato riferimento culturale alla filosofia Olivetti: quella cultura imprenditoriale avviata da Camillo Olivetti e sviluppata da Adriano Olivetti. La chiave vincente dello stile Olivetti sta nella somma di relazioni complesse, nei rapporti tra individui, lavoro, fabbrica e società. Non solo trasformare la materia ed elaborare idee ma produrre cultura: una fabbrica civile oltre che economica, strumento di trasformazione materiale di benessere ma soprattutto di trasformazione culturale. L’operato dell’azienda, in tutti i settori, dall’industria all’architettura, dalla comunicazione visiva alla cultura, facilitano un dialogo serrato fra due settori spesso distanti fra loro, la fabbrica e le arti, il design e l’industria. Il percorso che ha portato alla nascita del logotipo, sulla base delle direttive fornite, è guidato da motivazioni culturali, perché senza cultura non esiste progetto. Una fase di ricerca ha portato alla selezione di una proposta che, attraverso il rapporto tra le parti, riesca a comunicare i valori chiave emersi dal brief. In particolare, sono state individuate alcune parole chiave legate ad un’istituzione universitaria come la S.D.S. Condivisione, diversità, scambio, arricchimento reciproco sono i valori da veicolare attraverso l’identità visiva. Ciò che ne risulta è un lettering capace di creare un sistema visivo più articolato, fatto di rimandi alla cultura del progetto grafico. Le lettere diventano il mezzo di estrema elaborazione della comunicazione. Funzionalità, monocromaticità, essenzialità intesa come riduzione della quantità di segni alla qualità dei segni. Essenziale dell’elemento alfabetico e della scrittura in tutto il materiale di identità visiva, è riuscire a conferire ad elementi, apparentemente semplici, la capacità di definire spazi e messaggi universali al di là del contenuto linguistico. Una metodologia progettuale che si propone di analizzare e lavorare sugli stessi elementi che compongono il progetto, in una fase esecutiva di applicazioni del logotipo che ruota sempre intorno all’idea di fondo della soluzione progettuale. Queste sono le basi per la definizione dell’identità visiva dell’istituzione: un progetto di ricerca che vuole fondere il linguaggio, l’immagine, la forma in un unico sistema visivo. Concetti che richiamano fortemente la sottrazione del superfluo come filosofia, il vuoto e il pieno del binomio bianco e nero tipico del rigore di A.G. Fronzoni. Un Fronzoni s-cultore della parola, secondo cui, l’opera nasce dal sottrarre: una purificazione dall’inutile. gruppo: Danilo DeMarco Ludovica Privitera Stefania Quattropani Alessandro Zappalà tutor: Gianni Latino Read Less
    Published:
Research for the visual identity of the Architecture university with Giovanni Anceschi, Bruno Monguzzi, Cinzia Ferrara, Gianni Latino, Carlo Coniglio, Francesco Trovato, Walter Silvestrini, Bruno Messina, Francesca Castagneto, Marco Navarra, Francesco Garofalo, Mario Lupano
 
Concept: 
Fabbrica (Factory) - Visual container 
 
The term "factory" launches an immediate cultural reference to Olivetti philosophy: the business culture started by Camillo Olivetti and developed by Adriano Olivetti. The key of Olivetti’s style is the amount of complex relations, the relations between the people, work, factory and society.
Sharing, diversity, exchange, mutual enrichment are the values that must be lead to the visual identity of architectural  factory. The result is a lettering that is able to create a more articulated visual system made of cultural quotes referring to the graphic project. The letters become the media of communication’s extreme elaboration. Functional, monochromacity, essentiality, considered as a reduction of quantity of signs to quality of signs. 
The Essential of the alphabetical element of writing in all the material of visual identity is to be able to give to elements, apparently simple, the capacity to define spaces and universal messages that goes beyond the linguistic content.