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    Forse non tutti sanno che lo struzzo non è sempre stato un uccello....
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Forse non tutti sanno che lo struzzo non è sempre stato un uccello. Anzi non lo è stato in passato e non lo è ancora oggi. Diffidate anche di quelli che dicono che lo struzzo discende da un qualche animale preistorico, dinosauro o qualsiasi tipo di animale in genere. Lo struzzo prima di diventare tale era una pianta, un cespuglio per l’esattezza. 
 
Nella savana sub-sahariana cresceva un tempo questo struzzo, alberello molto basso, dal colore scuro e dalle foglie piumose. Quest’arbusto era molto curioso, purtroppo però non misurando più di mezzo metro di altezza, non riusciva a vedere lontano.
 
Le cose più interessanti della savana sembravano però succedere sempre al di fuori della sua portata e gli arrivavano sempre per sentito dire. “hai visto la zebra?” gli riportava la gazzella invidiosa “Sembra avere una tresca con il ghepardo…” “No non l’ho vista” rispondeva lo struzzo “Sono sempre inchiodato qui!”
Così sempre più curioso l’arbusto cercava di allungarsi verso l’alto ma i suoi rami non erano fatti per crescere così tanto, quindi gli spuntò un collo lungo, sempre più lungo, che a differenza dei rami poteva girarsi da tutte le parti. Con il suo nuovo collo lo struzzo riusciva a vedere meglio, a coprire maggiore distanza e ad impicciarsi di quello che succedeva a più di 3 metri di distanza. L’unico problema è che vedeva benissimo ma non capiva nulla perché non sentiva bene. Doveva comunque chiedere delucidazioni agli elefanti “voi che avete queste orecchie grandi, avete mica capito cosa diceva la iena mentre litigava con il coccodrillo?”.
Ma non sempre gli altri erano così informati, anche perché nella savana quasi tutti si fanno gli affari loro.
Nacque così nello struzzo, quest’arbusto dal lungo collo inchiodato a terra, l’esigenza di spostarsi. Certo per spostarsi aveva bisogno di mettere da parte le radici e sostituirle con gambone muscolose, in grado di portarlo in tempi brevi nei posti dove succedevano cose interessanti. Quindi spuntarono allo struzzo due gambe enormi, altissime e potenti che ne fecero un gran corridore: l’uccello (erroneamente chiamato) corridore più veloce al mondo.
 
Alla prima avvisaglia di litigio lo struzzo scatta ed in un batter d’occhio è in prima fila fra i curiosi, al primo mormorio su qualche nuova relazione lo struzzo corre e si trova a chiedere informazioni ai più informati sui fatti.
 
Non date retta a quelli che vi diranno “lo struzzo è un uccello, le sue ali sono atrofizzate” ma quali atrofizzate, le ali dello struzzo sono solo in via di sviluppo. Il suo prossimo obiettivo è quello di volare in modo da coprire distanze maggiori ed in minor tempo per poter ficcare il naso anche negli affari dei paesi vicini.
Ogni tanto però lo struzzo ha nostalgia dei tempi in cui era una pianta, quindi può capitare di incontrarlo con la testa sotto terra, proprio come quando aveva le radici.