PROGETTO DI TESI A.A. 2012/13 "INSIEME CONTRO LA VIOLENZA" per SVS DAD ONLUS
 
A cura di Giovanna Del Prete, Alice Loro, Emmanuele Serra.
 
 
"Un nuovo modo di comunicare" è una richiesta semplice, concisa, che va dritta al punto, ma non delle più semplici da soddisfare. Ciò che abbiamo visto in giro fino ad ora, su internet, sulle riviste, alla fermata dell'autobus o mentre eravamo fermi in macchina al semaforo è pubblicità, pubblicità progresso per la precisione, e non delle migliori. Corpi e volti di donne martoriati, lacrime, mani tese a ripararsi, labbra cucite non attraggono lo sguardo, né educano la mente. Gli anziani guarderanno altrove, gli adolescenti giocheranno con i loro smartphones, i bambini ne avranno paura, le donne maltrattate proveranno vergogna e ne rimarranno ferite. Qual'è poi il messaggio che queste immagini intendono trasmettere? "state attente, potrebbe succedere anche a voi", "ehi, tu, sei a conoscenza di questo problema?" "sappiamo che hai un problema e siamo qui per aiutarti a risolverlo"? La falla in questo sistema di comunicazione sta nel fatto che non è un sistema. Sono solo immagini, accompagnate in genere da slogan ridondanti e inefficaci come "stop alla violenza". Senza contare che non raccontano una storia, non sono davvero identificative di un disagio ben più complesso di un paio di lividi. 
 
Abbiamo così deciso di utilizzare l'approccio del "designer" per costruire dalle fondamenta una struttura di comunicazione solida, rivolta alle donne, non eretta sulle loro sofferenze, che fosse anche uno strumento educativo per il resto della popolazione che mai si è trovato a vivere un disagio simile. E abbiamo pensato di farlo attraverso parole, simboli, colori e installazioni di forte impatto visivo. Abbiamo deciso di costringere le persone a leggere, pensare, ragionare anziché reagire "di pancia" davanti a quello che non è solo un problema sociale, ma un retaggio culturale che si tramanda di generazione in generazione da centinaia d'anni. Abbiamo deciso di "schiaffeggiare" il pubblico con tipografie forti, poggiate su immagini di porte diverse, simbolo di chiusura (le mura domestiche che nascondono la violenza subita) e di apertura allo stesso tempo (la via d'uscita); abbiamo riempito la Coop di migliaia di palline di carta rosse, ognuna delle quali rappresenta la vita di una donna maltrattata, un foglio stropicciato che per quanto si provi a distendere non tornerà mai più come prima. Abbiamo affiancato alla segnaletica istituzionale dell'ATM una che comunicasse ai passeggeri l'entità del problema, 1.350.000 vittime solo nel 2012, per fare un esempio.