Share
Project Views
185
Appreciations
51
Followers
8
Following
12
Nasco in Italia nel 1988, a 6 anni inizio la scuola elementare, i primi 2 anni ero bravo al terzo cosi e cosi e il quarto e quinto anno le maestre dicevano che ero bravo ma superficiale e che mi dovevo impegnare di più. Poi sono andato alle scuole medie, l'importante era prendere 6 e fare allenamento di pomeriggio… Read More
Nasco in Italia nel 1988, a 6 anni inizio la scuola elementare, i primi 2 anni ero bravo al terzo cosi e cosi e il quarto e quinto anno le maestre dicevano che ero bravo ma superficiale e che mi dovevo impegnare di più. Poi sono andato alle scuole medie, l'importante era prendere 6 e fare allenamento di pomeriggio ovviamente dopo aver studiato... cosa che non ho mai fatto, andavo direttamente a fare allenamento. Alla festa c'era la gara e il sabato sera quando tutti andavano in giro con il motorino, io pulivo la bici e riempivo le borracce.
Poi un giorno mi chiesero che cosa volessi fare da grande e io risposi che volevo essere un ciclista professionista, mi dissero che non c'era una scuola per quello, cosi mi fecero fare uno di quei test per scoprire cosa vuoi fare da grande. Il test disse che potevo diventare un termotecnico... mio papà faceva e fa il tubista carpentiere... stranamente il test coincideva con la professione di un genitore. Non essendo contento scelsi la strada del perito meccanico, non so perchè, forse perchè ai quei tempi mi piaceva il modellismo e cosi andai alle superiori su indirizzo tecnico, sarei diventato un perito meccanico.
Per 19 anni non ho mai studiato e nessuno, sa come sono riuscito a non farmi mai bocciare, mia madre diceva che ai libri facevo la fotografia e forse era l'unica che aveva capito qualcosa di me.
Mi piaceva disegnare, in disegno ho preso anche qualche 10 e il professore me lo diede solo una volta perchè dopo il primo mi venne concesso il piercing alla lingua... mi diede un sacco di 9 e mezzo.
Passai alla maturità con 4 in meccanica e 3 in matematica e mi diplomai come perito meccanico con un voto di 64, questo significava che non volevo nemmeno essere un perito meccanico e dopo poco tempo mi accorsi che non volevo essere nemmeno un ciclista professionista.
Dopo 20 anni ero sempicemente al punto di partenza, la strada dell'università era completamente fuori discussione, troppo svogliato e troppo superficiale per iniziare un percorso di studi, supratutto senza nemmeno sapere quale direzione prendere, però almeno mi piaceva disegnare, qualunque cosa, dalla matita alla bomboletta... qualche muro e qualche quaderno l'ho scarabocchiato.
Da uno pseudo amico di famiglia mi venne proposta una brillante carriera come agente immobiliare, a 19 anni accecato dalla voglia di dipendenza economica e dai soldi, tutti elementi di stirpe consumistica e contemporanea iniziai con giacca e cravatta; non vidi mai un euro ma vidi un sacco di case, e un sacco di modi di abitarle e viverle. Cambiai posto di lavoro... sempre come agente di vendita, anche li la situazione era la stessa... c'era la crisi si diceva, io sentivo solo che la crisi avveniva dentro di me.
Nel 2010 mollo le case, cerco lavoro, non so quale, ma mi ricordai che ero un perito meccanico cosi per fortuna o per sfortuna trovo lavoro come perito meccanico in una ditta vicino casa mia a Locate Varesino.
Come più ovvia dimostrazione dell'essere italiani in Italia mio padre conosce qualcuno dentro la ditta in tempo di crisi dove i lavori non pagati, gratuiti e stage viaggiano a gonfie vele io salto l'officina e finisco direttamente in ufficio tecnico.
Dalla situazione quasi irreale e tragicomica di quel posto di lavoro da perito meccanico passa qualche mese e l'idea di essere sempre al punto zero è sempre piu forte, quella non è la vita che mi aspettavo e la voglia di trovare una strada da percorrere che mi rispecchi di fa piu forte.
Un giorno un amico, un vero amico mi disse di smetterla di correre dietro alle macchinine telecomandate e chiese di fare delle foto a una festa, mi disse che mi avrebbe pagato, feci le foto e mi pagò... non ho mai fotografato per hobby, non ho mai fatto foto da amatore, lo trovavo noioso e poco interessante, pensavo che non ci voleva nulla a fare una foto.
Fino a quel caldo luglio del 2010 non avevo mai letto un libro, seguito un corso di studi che mi interessasse, non avevo mai avuto voglia, passione, interesse di approfondire, non avevo uno scopo, non avevo una strada, avevo solo 22 anni.
Da quel caldo luglio fotografo per necessità, necessità di vita, necessità di espimere ciò che vedo, sento e penso, necessità di essere.
Dal 2010 faccio tutto ciò che non ho fatto nei primi 22 della mia vita sulla strada della fotografia.

Ringrazio mia madre e mio padre per essere stati pazienti.

Andrea Bartoluccio Read Less
Member Since: Jan 29, 2013