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Fabrizio Nisi (Maglie, LE 1985), il mio approccio alla fotografia avviene negli anni dell’infanzia, incuriosito dal potere evocativo che solo le vecchie foto di famiglia su pellicola Kodacrhome potevano avere.

Dai 18 anni in poi la fotografia non mi abbandonerà più, accompagnandomi negli anni a seguire, attra… Read More
Fabrizio Nisi (Maglie, LE 1985), il mio approccio alla fotografia avviene negli anni dell’infanzia, incuriosito dal potere evocativo che solo le vecchie foto di famiglia su pellicola Kodacrhome potevano avere.

Dai 18 anni in poi la fotografia non mi abbandonerà più, accompagnandomi negli anni a seguire, attraverso situazioni e città diverse, da Pavia a Roma, Firenze, Piacenza e Verona dove ho vissuto per motivi d’istruzione e lavoro.

Totalmente autodidatta ho alternato numerose e solitarie esplorazioni fotografiche, in Italia e all’estero, ad approfondite letture di autori come Susan Sontag, Roland Barthes, Germano Celant, Luigi Ghirri, parti integranti della mia formazione.

E' col ritorno nella culla del Rinascimento, Firenze, un luogo da sempre amato, che sviluppo la passione per l'esplorazione e l'interpretazione fotografica degli ambienti abbandonati e degradati sul territorio toscano e non solo.

La fotografia diventa linguaggio fondamentale anche nel mio lavoro dal 2012 in quanto inizio la mia attività presso la Polizia Scientifica nell’ambito della ricerca e repertazione tracce e analisi della scena del crimine.

Nello stesso anno partecipo alla mostra collettiva dei diritti umani "Tutti diversi, tutti insieme". Un'iniziativa "ELSA", associazione internazionale indipendente di studenti e laureati, a cui collaboro con quattro immagini che mettono in luce le condizioni di indifferenza sociale di cui soffrono molte persone nella società odierna.

A seguire allestisco due esposizioni fotografiche personali a Firenze e Santa Cesarea Terme (LE), a tema “Manicomi” dove documento una profonda esplorazione all’interno di questi luoghi che avrebbero tanto da raccontare e che tanti ricordi inconfessabili custodiscono.

Nel 2015 vengo premiato a seguito della partecipazione nella sezione Fotografia e Video della XXXIII Edizione del “premio Firenze” avendo poi modo di esporre l’opera presso Palazzo Bastogi sede del Consiglio Regionale della Toscana.

Nello stesso anno con la mostra personale "Digradazione" presso la "Galleria Capece" di Maglie (LE), affronto il tema delle periferie ponendo attenzione su come queste uniformino il paesaggio affievolendo i tratti identitari delle città a cui appartengono e del relativo senso di abbandono che generano in chi le vive.

Nel 2016 lo stesso progetto viene pubblicato per intero sul mensile di letteratura “A Few Words” e presentato presso la Galleria d’arte “Cartavetra” a Firenze.

In ottobre dello stesso anno presso “Theatrum” a Miggiano (LE) con la mostra dal titolo “Vuoti Reali” ho il privilegio di raccontare con una serie di scatti la quotidianità all’interno di un istituto per pazienti con disabilità psico-sociali. Mettere a fuoco con un obiettivo questa realtà ha significato per me darle dignità e farne una possibile verità di confronto.

Attualmente la mia attività fotografica continua con una perenne ricerca di nuovi stimoli e punti di vista da cui poter raccontare la realtà che ci circonda attraverso immagini che “difficilmente strappano un sorriso”.

Fabrizio Nisi (Maglie, LE, 1985) my approach to photography began in my teenage years, intrigued by the evocative forces which grow out of old family pictures on Kodachrome.
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Since I was eighteen years old photography accompanied me over the years, through situations and different cities like Pavia, Rome, Florence, Piacenza and Verona where I lived for education and work reasons.

Being a completely self-taught photographer I engaged myself in a long series of photographic journeys and in an uninterrupted study of classic texts by, Germano Celant, Luigi Ghirri, Susan Sontag, Roland Barthes, them being an unavoidable part of my visual education.

Coming back in the cradle of the Renaissance, Florence, a place by which I was always attracted and inspired, I developed my amateur but fervent photographic activity, for exploration and photographic interpretation of abandoned and degraded environments in Tuscany and beyond.

Photography started to play a pivotal role within my actual profession beginning in 2012 when I moved to the Forensics Science Unity in Florence

I recently participated in the exhibition of human rights "All different, all together." Initiative "ELSA", international association of independent students and graduates, with whom I collaborated, showcasing four poignant photographs, highlighting the conditions of social indifference faced by many people in today's society.

Afterwards, I prepared two photographic personal exhibitions in Florence and in Santa Cesarea Terme, themed "asylums", describing a profund exploration of places where those people live, places which have so much to tell and hold unspeakable memories

In 2015 I got a special mention at the XXIII edition of " Florence Award" (video and photography). Exhibition held in Florence at Bastogi Palace seat of the Regional Council of Tuscany.

In the same year with the exhibition "Digradazione" at the "Capece Gallery" Maglie (LE), I dealt with the theme of the suburbs, focusing on how these succeed to reshape cities they belong to, by homogenizing the landscape and weakening both their individuality and the fear of abandonment of their citizens

"Vuoti Reali" took place in October 2016 in Miggiano at "Theatrum". A local institute of mental health gave me the privilege of shooting a series of portraits of the patients that used to spend most of their day in the building. A privilege which became for me a chance of giving patients their dignity back.

Currently my photographic activity goes on with a continuous search for new ideas and points of view from which telling the reality around us through images which "hardly tear a smile."

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