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• "Monochrome nasce dall'esigenza di proiettare digitalmente sogni, pensieri e percezioni. Il lavoro di Valentina Mangieri coglie la realtà che ci circonda in chiave surreale trasportandola in ambientazioni e atmosfere che richiamano epoche passate. Una naturale predisposizione per il bianco e nero, nella fotografi… Read More
• "Monochrome nasce dall'esigenza di proiettare digitalmente sogni, pensieri e percezioni. Il lavoro di Valentina Mangieri coglie la realtà che ci circonda in chiave surreale trasportandola in ambientazioni e atmosfere che richiamano epoche passate. Una naturale predisposizione per il bianco e nero, nella fotografia come nel cinema, porta inevitabilmente l'artista ad affrontare il tema della monocromia visiva.
Man Ray diceva: "Dipingo ciò che non può essere fotografato, ciò che proviene dai sogni, dall'immaginazione o da un istinto inconscio". Valentina ricrea i mondi che non esistono in questo tempo o nella dimensione in cui viviamo, valicando i confini della fotografia classica attraverso un percorso mnemonico e digitale che ha radici culturalmente profonde. I lavori proposti nel progetto Monochrome sono una rilettura personale di ciò che già esiste, che possono essere definiti collage digitali più che istantanee di un momento preciso fissato nel tempo.
Tra le principali ispirazioni visive e sonore, viene citata la musica Industriale, la scena Neofolk e i cantautori italiani degli anni passati, insieme ad un evidente richiamo alla Dagherrotipia, ai Ruggenti anni Venti e alla Cultura nata in Germania durante la Repubblica di Weimar. Conseguentemente l'Espressionismo Tedesco e le Dive del Cinema muto. Il Futurismo, e in particolare Anton Giulio Bragaglia. Il Costume e la Moda passati. Fino ad influenze più recenti e inattese, come quelle dello sceneggiatore e scrittore Tiziano Sclavi.
'L'elenco delle personalità, dei movimenti e delle rappresentazioni artistiche che mi hanno influenzato nel corso della vita fino ad ora, è molto vasto, proprio perchè conoscere, imparare ed approfondire il più possibile, sta alla base della poetica monocromatica'."
- Presentazione mostra "Zang Tumb Tumb - Energia nella nebbia" 2o11

• "Valentina Mangieri crea sogni monocromatici: è questa la dimensione che le appartiene, e lei la difende come una sua prerogativa. Come difende la libertà di dare vita a immagini originali. La sua ricerca creativa si snoda tra fotografia e collage, un assemblaggio che è una riscrittura del reale, in un intrigante e personalissimo gioco. Per questo motivo fatica a definirsi 'fotografa'. La sua digital art, che pur si avvale del medium fotografico, è fatta di opere insieme contemporanee e vintage; atmosfere fuori dal tempo e contenuti quanto mai attuali, fotografie d'epoca ritagliate e cucite a Photoshop. Man Ray è uno dei suoi punti di riferimento. E così anche gli anni Venti, folli e sensuali come le rime di Paul Éluard, rivivono nei suoi lavori, risplendendo di una nuova luce."
- Elena Ovecina Intervista rivista cartacea FOTOcult :: numero di Marzo. 2o11

• "Corre l'anno 2006 quando Valentina Mangieri inizia a lavorare ad una serie di progetti che coinvolgono la fotografia e i più recenti mezzi di post produzione. In una manciata di anni, forte di un gusto distante dal grosso della produzione attuale nel campo, riesce a definire un'identità artistica in un calderone di artisti che spesso e volentieri si fregiano gratuitamente di certe etichette."
- Andrea Serrao Intervista rivista cartacea InfernoRock :: numero di Giugno. 2o11 Read Less
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