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I think every one of us, can instill a form of energy on the negative or sensor on the camera snaps a picture and then produces an image.
The human being has the power to really bend reality at will, and it all depends on the state of consciousness of the individual.
Continuously internalized reality, bending it t… Read More
I think every one of us, can instill a form of energy on the negative or sensor on the camera snaps a picture and then produces an image.
The human being has the power to really bend reality at will, and it all depends on the state of consciousness of the individual.
Continuously internalized reality, bending it to my personal view of things, but I really can materialize this change in size, energy and atmosphere, just in time to the equation corresponding time-aperture and print it on the media that stimulates me most at that time.
I prefer the use of the film because it impressed the image of a physical act and then in the darkroom in the press, gives me the ability to operate physically at work, doing mostly black and white shooting and printing of silver-print .
I prefer to work in black and white because I think the colors distract the eye and monochrome printing make a little 'more dramatic scene.
I love doing portraits in studio and on the street, street photography because I prefer the life story through a series of images like little reportage.
For me, photography is not passion, is religion.
Vivo documenting everything that attracts my attention never distracted and that builds my imagination.
I think the optics of my camera is my third eye, the eye of the spirit and the means of connection between me and God Every man of sensitivity develops, through a medium, its connection with the universe, as Ayrton Senna used his Formula One, Van Gogh's paint brushes and white canvas, I use the photographic instrument.
Certainly life has given me the right incentives through the difficult trials I have experienced from an early age, to develop a way of seeing things my own, similar to the curious gaze of a child.
My subjects are all true: workers, children, elderly.
I often try to tell the tragic reality of things with a little 'of sarcasm when I can.
My, are stories of everyday life to see that happen every day and often, a distracted gaze is lost. Extraordinary Lives: construction workers, beggars, old people who are arguing in the square on a bench, kids amused, bored, influenced by their parents.
Close and distant worlds, worlds that belong to me and I reflect. Every picture, every portrait is a self portrait, every look, and that affects my registry using the photo, part of me forever and I've always belonged even before that moment.
The photograph was not the only approach to the visual arts, first I drew, painted, modeled clay and modeled virtually in 3D. Then love for photography has kidnapped me, before digital, then I discovered the film and the darkroom. Un'approccio reverse that led me to rediscover the joy of working with materials and mixed media on which to express myself.

Penso che ogni uno di noi, possa infondere una forma di energia sul negativo o sul sensore dell'apparecchio fotografico quando scatta una foto e produce quindi un'immagine.
L'essere umano ha la facoltà di piegare realmente la realtà a suo piacimento e tutto questo dipende dallo stato di coscienza dell'individuo.
Interiorizzo continuamente la realtà, piegandola alla mia vista personale delle cose, ma riesco davvero a materializzare questa modifica dimensionale, energetica e atmosferica, solo nel lasso di tempo corrispondente all'equazione tempo-diaframma ed imprimerlo sul supporto che più mi stimola in quel momento.
Prediligo l'uso della pellicola perché impressionare l'immagine su un supporto fisico ed intervenire poi in camera oscura sulla stampa, mi da la possibilità di operare fisicamente sul lavoro, facendo per la maggior parte scatti in bianco e nero e stampando dei silver-print.
Preferisco lavorare in bianco e nero perché credo che i colori distraggano lo sguardo e che una stampa monocromatica renda un po' più drammatica la scena inquadrata.
Amo fare ritratti in studio e per strada, prediligo la street photography perché racconto la vita attraverso una serie di immagini come dei piccoli reportage.
Per me la fotografia non è passione, è religione.
Vivo documentando tutto quello che attira il mio sguardo mai distratto e che costruisce la mia immaginazione.
Credo che l'ottica della mia macchina fotografica sia il mio terzo occhio, l'occhio dello spirito ed il mezzo di connessione tra me e Dio. Ogni uomo dotato di sensibilità sviluppa, tramite un mezzo, la propria connessione con l'universo, come Ayrton Senna usava la sua Formula Uno, Van Gogh i pennelli e la tela bianca, io utilizzo lo strumento fotografico.
Sicuramente la vita mi ha dato gli stimoli giusti attraverso le difficili prove che ho vissuto fin dalla più tenera età, per sviluppare un modo di vedere le cose tutto mio, simile allo sguardo curioso di un bambino.
I miei soggetti sono tutti veri: lavoratori, bambini, anziani.
Cerco spesso di raccontare la realtà drammatica delle cose con un po' di sarcasmo quando mi è possibile.
Le mie, sono storie di vita quotidiana che capita di vedere tutti i giorni e che spesso, uno sguardo distratto si perde. Vite straordinarie: muratori, mendicanti, anziani che discutono in piazza su una panchina, bambini divertiti, annoiati, influenzati dai genitori.
Mondi lontani e vicinissimi, mondi che mi appartengono e mi riflettono. Ogni foto, ogni ritratto, è un autoritratto, ogni sguardo che colpisce il mio e registro tramite lo strumento fotografico, mi appartiene per sempre e mi è sempre appartenuto anche prima di quell'istante.
La fotografia non è stata l'unico approccio verso le arti visive, prima ho disegnato, dipinto, modellato l'argilla e modellato virtualmente in 3D. Poi l'amore per la fotografia mi ha rapito, prima il digitale, poi ho scoperto la pellicola e la camera oscura. Un'approccio inverso che mi ha portato a riscoprire la gioia di lavorare con materiali e supporti di diverso tipo su cui esprimermi. Read Less
Member Since: Jun 10, 2012