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levis'ionnaire

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  • levis'ionnaire / naming + logo
  • concorso "Levi's e il cinema" - progetto vincitore

    Più di un secolo fa, nella Frisco bay, Levi Strauss dava corpo ad una visione. Ancora
    non sapeva che il suo sogno avrebbe vestito il mondo e sarebbe diventato un simbolo.
    Allombra de la Tour, i fratelli Lumière davano vita alla settima arte. Dove tutti
    contemplavano immagini, loro vedevano bellezza in movimento e il fluire  vivo di unidea
    che si fa racconto. Il cinema. Padre di tutte le visioni e di tutti i visionari.
    Oggi un giovane sfoglia una rivista e si appropria della capacità di reinventare il segno,
    di ricostruire un immaginario, e rivive quel momento.
    Listinto guida latto creativo e usa le regole per riscriverle.
    Levis. Il cinema. La potenza di una visione che cambia il mondo.
    Levisionnaire.
  • Il cinema è la trasposizione in movimento della suggestione visionaria di un uomo.
    Il visionario è un elemento di rottura. Vede ciò che gli altri non vedono, cambia
    le regole espressive e i codici di riferimento e, così facendo, cambia il mondo
    e il modo di guardare ad esso.
    Non percorre strade già battute, ne traccia di nuove. Non segue le mode, costruisce
    archetipi e diventa modello.
    Esattamente come Levi’s, che in passato non ha avuto bisogno dell’aura mitica
    sprigionata dal cinema per diventare una marca di culto, ma ha contribuito a creare
    quell’aura vestendo di anticonformismo e bisogno di ribellione le icone
    cinematografiche del ‘900.
    Levi’sionnaire è molto di più di “Levi’s nel cinema”. È il cinema secondo Levi’s.
    Un simbolo che non diventa chiave di accesso ad un mondo esterno ed estraneo,
    ma ne crea uno nuovo.
    Un simbolo che trae forza dalla sua semplicità e dall’immediata memorizzabilità
    come suono. Come tutte le idee di impatto è essenziale, nuovo, fortemente distintivo.
    Un fonema potentissimo, evocativo di un immaginario ribelle, giovane, creativo,
    che rompe le barriere di costruzione grafica e si adatta ad ogni media, risuonando
    e propagandosi spontaneamente.
    Un segno che non testimonia l’impegno di Levi’s nel cinema come brand che si piega
    agli stilemi cinematografici, ma come azienda che piega quegli stilemi rifiutando
    di abbracciare ogni stereotipo e riafferma una visione del cinema come espressione
    artistica libera da ogni vincolo stilistico.
    Un segno grafico che richiama l’immediatezza del cinema delle origini e di quello
    indipendente, fatto, più che di mezzi tecnici, di idee, di visioni, di destrutturazione
    dei codici, di sovversione delle regole.
    Proprio in quest’ottica, un’identità che ha inscritta la visione nel proprio dna rifiuta
    categoricamente il “già visto”, e genera un emblema cinematografico nuovo
    ma riconoscibile.
    Levi’sionnaire diventa proiezione dell’identità Levi’s.
    Il passaggio, morbido e dirompente al contempo, è reso esplicito dalla fisionomia
    del logo: si parte da Levi’s e si procede finché l’incontro con la dimensione visionaria
    non dà vita ad un universo simbolico nuovo. Incanalato in rette di proiezione divergenti,
    questo mondo si apre ad infinite possibilità creative senza snaturare l’essenza
    del brand, finché la visione non si struttura, prende forma in racconto e diventa cinema.

    naming di Simone Dini e Alessio Capobianco
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