Showcase & Discover Creative Work Sign Up For Free
Hiring Talent? Post a Job

Bēhance

catalogo mostra FoodArt

  • 40
  • 6
  • 0
  • PIEMONTE: DOVE IL FOOD E’ ART
    Piemonte culla della Food Art.
    Qui cibo e arte si insaporiscono l’uno con l’altro.
    Lasciamo stare Gozzano che ai tavolini delle pasticcerie scriveva poesie su bignole e cannoli, o il Museo Egizio, dove accanto a mummie e papiri troviamo nelle teche pane, frutta, verdura, anfore di vino, tutto recuperato dalla tomba di Kha, architetto del faraone.
    Il simbolo di Torino è la Mole Antonelliana, ma un’altra opera del geniale architetto (a poca distanza dal suo capolavoro) è la cosiddetta “fetta di polenta”, che qualcuno chiama anche “fetta di gorgonzola” (forse per l’origine novarese di Antonelli) e va bene così: è un altro prodotto tipico piemontese, e oltretutto con la polenta si sposa deliziosamente.
    Proprio lì vicino, in via Vanchiglia, a inizio ‘900 Marinetti si metteva ai fornelli creando il Santopalato, tempio della cucina futurista, la cui ricetta base era “ogni piatto dev’essere un’opera d’arte”: ad esempio, la carne cruda era servita con accompagnamento di colpi di cannone, e i piatti delle signore erano semplicemente degli specchi, affinché le dame potessero ammirare la loro bellezza in ogni momento del pranzo.
    Usciamo da Torino: le risaie e i vigneti sono diventati set cinematografici, e le aziende piemontesi di vini, spumanti e vermuth a cavallo tra ottocento e novecento sono state tra le prime ad utilizzare artisti per la loro “réclame”.
    E poi sono le pagine degli scrittori piemontesi a creare un irresistibile menu di parole: a Santo Stefano Belbo, la casa natale di Cesare Pavese non ospita solo i cimeli e l’atmosfera dell’artista, ma anche le nuove produzioni del moscato.
    Poco più in là, nel cuore delle Langhe, la terra che una volta era quella della Malora oggi si fa ricca di tartufi e baroli, e le colline del vino si arricchiscono di opere d’arte commissionate da vignaioli mecenati, come la Cappella del Barolo realizzata per Ceretto da Sol LeWitt e David Tremlett.