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2009 | tembien magliaso

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  • mario conte architettura
    2009 | tembien magliaso
  • Un incarico che mi riporta alla memoria di un tempo che fu. Trattasi di ristrutturare ed ampliare la casa di famiglia. La memoria mi porta ad un luogo sicuro, dove sono cresciuto e divenuto adulto, dove per un determinato periodo di tempo ho anche lavorato e studiato contribuendo alla mia formazione attuale.

    Un luogo dove si rientrava dopo la giornata passata fuori casa. Questo momento di partire da quel luogo e rientrare giorno dopo giorno… per molte stagioni consecutive e’ presente con una forza rilevante e ciò che mi ha portato al progetto elaborato. Un luogo dove tutti gli abitanti ritornano ancora oggi, apportando al luogo e ai dintorni nuove persone e nuovi momenti di vita.Un luogo che favorisce gli incontri anche se spesso negli ultimi anni molto movimentati.Senza dubbio Magliaso un luogo sicuro, un edificio sicuro. Non provo un rispetto per un valore architettonico storico, in quanto l’edificio non può essere ritenuto un bene monumentale, come lo sarebbe una chiesa, un palazzo gotico o barocco o un’opera di architettura segnalata quanto tale, da critica, opinione pubblica o storica.Sento un rispetto forte e diverso. Il rispetto alla memoria. 

    Per questi motivi non desidero intervenire toccando l’edificio esistente che ha una sua logica e possiede anche una pulizia formale e funzionale. (v. tavole di rilievo piante e facciate).Ha una sua logica e sinergia nei materiali adoperati relazionati alle usanze dell’azienda che edificò la casa che era diretta da Giovanni in funzione di direttore progettista e tecnico (papà) a quel tempo.(1970).

    L’oggetto oggi ha uno stato attuale decente, anche se bisognoso di cure. Non desidero deturpare modificando qua e là questo edificio perché significherebbe toccare la memoria. Non voglio aggiungere quindi parti nuove cercando la sua imitazione formale di un tempo, muri simili nuovi, coperture simili nuove, serramenti simili nuovi, sarebbe oberante imitare lo stile della casa o modificarne la sua struttura. Voglio curare la parte esistente ricucendo gli spazi con un sistema puntuale dove necessario, per ripulire, riparare ed adeguarli alle nuove esigenze (creando 2 appartamenti distinti).Voglio ampliare l’edificio con un volume nuovo, riconoscibile come tale, (contenente 2 nuovi appartamenti) che si appoggi delicatamente alla casa esistente in modo da dialogare con essa per valorizzarla senza danneggiarla. Una nave, un nuovo oggetto mobile (che mi riporta ancora alla memoria della mia famiglia marinara) che ormeggia (magari arenandosi durante un escursione dello specchio d’acqua) a lato del porto sicuro.Una nave che interpreta bene il viaggio, l’approdo e il ritorno nel luogo sicuro.Un corpo nuovo, effimero con cui immagino sempre di viaggiare andare e ritornare. Quasi come se il sommergibile “TEMBIEN” di mio nonno Enrico fosse riemerso ed approdato in questo luogo sicuro…Questo mi dice la memoria, questo e’ il mio progetto.