Nata il 25 ottobre 1986 al Cairo, Egitto
Laureata dalla Facoltà di Belle Arti al Cairo, Egitto 2008
vive a Venezia, Italia dal 2008
Le origini extra-occidentali di Enas hanno segnato con forza il suo percorso di evoluzione professionale. Come racconta la stessa autrice, le lezioni alla Facoltà di Belle Arti del C… Read More
Nata il 25 ottobre 1986 al Cairo, Egitto
Laureata dalla Facoltà di Belle Arti al Cairo, Egitto 2008
vive a Venezia, Italia dal 2008
Le origini extra-occidentali di Enas hanno segnato con forza il suo percorso di evoluzione professionale. Come racconta la stessa autrice, le lezioni alla Facoltà di Belle Arti del Cairo ne hanno impostato lo stile iniziale su di una dimensione prettamente classicista e disegnativa. Estenuanti elaborazioni figurative e realistiche di modelli in posa nella studio, faticose e ripetitive realizzazioni di ritratti in presa diretta del soggetto, al di là di qualsiasi interpretazione individuale.
Eppure, la lenta interiorizzazione di questo vissuto tecnico è la base da cui Enas è partita per scorgere la sua vocazione creativa. Così, a partire dal 2007, ultimo anno di Accademia, Enas ha cominciato a scegliere i suoi modelli alternativi rispetto a quelli proposti in atelier. Si è avvicinata al nudo, proibito nelle impolverate sale della scuola egiziana. La conclusione obbligata della sua improvvisa emancipazione è stata la decisione di emigrare nella città lagunare. Qui, a partire dal 2008, Enas comincia la serie che, fino ad oggi (2012), contraddistingue il suo operare nell’ambito dell’arte contemporanea emergente: PIN UP GIRLS 2050. Ancor prima di approcciarsi esteticamente al valore qualitativo delle immagini, è possibile scorgere l’intenzionalità dell’autrice. La passione per la moda, il gusto per l’abbigliamento e l’eleganza, l’interesse personale per i modelli estetici veicolati dalle riviste di diffusione di massa, la volontà di previsione nel futuro. L’originalità della serie consiste nella volontà di elaborare un modello di pin up, concependone l’evoluzione nel lontano 2050 come il frutto di una contaminazione con l’arte contemporanea. Donne da copertina come appariranno fra meno di quarant’anni.
Il supporto scelto per la serie è il legno. La superficie viene successivamente incrostata di pennellate espressioniste, di lapislazzuli cromatici desunti da materiali vari o di materiale risultante da un’attenta scomposizione di riviste, fumetti e giornali incontrati casualmente o intenzionalmente dall’autrice. I corpi dei soggetti rigorosamente femminili derivano dal riutilizzo organico del cartone. Nessuna concessione sessuale alla fisicità degli incarnati, ma meri ricettacoli inespressivi capaci di suggerire una dimensione vitale solo grazie alla definizione grafica delle silhouette e delle forme femminili. Enas intende elevare i suoi anonimi soggetti a modelli astratti di riferimento, capaci di suscitare un’impressione di vitalità solamente nelle pose. La fredda espressività dell’autrice finisce per creare inquietanti cariatidi metafisiche, prive di umanità. Rivolgendo alle sue immagini uno sguardo inquieto non sfuggirà allo spettatore attento la volontà dell’artista di uscire dai canoni convenzionali della donna oggetto, sensuale e generosamente offerta all’occhio avido e assuefatto dello spettatore contemporaneo. Enas pretende una sorta di ritorno alle origini, utilizzando immagini e materiali innovativi. La stilizzazione dei soggetti riporta l’arte del ritratto a modalità rappresentazionali pre-classiche, attraverso l’uso quasi esclusivo della linea. Da imprecisi graffiti sulle pareti delle caverne, le sue donne diventano icone inespressive di un’umanità in attesa di ritrovare la sua dimensione esistenziale più pura, al di là dei limiti tradizionali della rappresentazione realistica o vagamente pornografica dagli intenti anestetizzanti. Read Less