PERCORSO ARTISTICO DI CLAUDIO 1° PARTE
Tutto comincio',forse tra i sei ed i miei sette anni, quando, il Sabato e la Domenica mio fratello maggiore Bruno tornava a casa per il weekend.
Bruno aveva l'hobby di dipingere all'acquerello ed io mi sedevo, in silenzio accanto a lui per vedere accadere quella che per me … Read More
PERCORSO ARTISTICO DI CLAUDIO 1° PARTE
Tutto comincio',forse tra i sei ed i miei sette anni, quando, il Sabato e la Domenica mio fratello maggiore Bruno tornava a casa per il weekend.
Bruno aveva l'hobby di dipingere all'acquerello ed io mi sedevo, in silenzio accanto a lui per vedere accadere quella che per me era una magia.
Intendo dire, una pagina bianca, a due dimensioni, si tramutava in tre, per esempio, come per incanto, si poteva vedere una barca con i suoi riflessi nell'acqua calma del lago ed in lontananza si poteva vedere anche il villaggio sull'altra sponda e poi le montagne appena percettibili ed il cielo con le nuvole
Insomma, per me era proprio una magia, un pochino di acqua e del colore appena visibile potevano dare quella illusione di realta.'.
In piu'a quel tempo, sempre mio fratello, leggeva una rivista di nome Epoca che offriva degli inserti settimanali sui capolavori dell'Arte ed io mi divertivo a ritagliare le immagini delle opere dei grandi Maestri come: Leonardo, Giotto, Raffaello, Caravaggio, ecc e poi facevo delle mostre nella mia stanza ogni volta con un soggetto differente, ad esempio, Madonne, oppure Cristi
altre invece con battaglie e cosi' via.
Quando poi andai alla scuola Media, disegnare e colorare erano le mie ore favorite, tanto che, con gran dispiacerei mia mamma, nella mia pagella finale fu' suggerito di mandarmi al Liceo Artistico.
Quelli erano gli anni settanta ed io ero molto attratto dalla musica di Bob Dylan, Jimy Hendricks, jhon Lennon , ecc.e, cosequentemente dal messaggio di Pace,Amore e liberta'
Dico questo poiche'il resto delle mie scelte di vita e scolastiche furono influenzate da questo credere.
Fu' scelto per me il Liceo Artistico Statale II in piazza 25 Aprile in Milano poiche' Brera era considerata, dalla mia famiglia, come un posto di perdizione, droghe,ecc
Passai i miei primi due anni di Liceo li, sotto la guida del carissimo professore Cottarelli Pigoli che aveva un modo poco ortodosso di tenere in mano la matita ma era molto efettivo ad esempio, per fare linee e cerchi come fatti col righello e compasso. Devo ammettere che tuttora quando devo fare linee diritte uso la matita in quel modo.
Poiche' frquentavo spesso Brera con la sua Pinacoteca ecc,feci molti amici li'e mi convinsero a cambiare Liceo, quindi i sucessivi anni li passai a Brera; prima sotto la guida del professore Faini che mi diede il coraggio di esprimere me stesso con colori forme e gestualita che tuttora uso come ricerca interiore che io chiamo "Vritti", Sanscrito per “onde pensiero”,poi con la professoressa Bhart che mi diede il gusto per le nature morte nonche' l'armonia dei toni..
Per via di un gruppo di studenti che frequentavo e che, come me, erano disillusi dalle istituzioni scolastiche, decidemmo di farci carica della nostra educazione Artistica decidendo di non fare esami , di scegliere le lezioni e coseguentemente gli insegnanti a nostro piacimento e discrezione.
Questo e' il periodo all'Accademia e poiche' eravamo conosciuti,eravamo anche in qualche modo tollerati.
In questo periodo, diventai molto amico con una modella dell'Accademia, la Tina ed andai a vivere con lei, suo marito il Clelio e suo papa' , la casa era in via Solferino e quindi molto vicino a Brera.
Vorrei dire che il Clelio era un Artista molto speciale poiche' dipingeva sul vetro incidendo lo spazio da dipingere sul retro che poi colorava con colori smaglianti. Questo fu' anche il motivo della sua prematura morte poiche' il respirare tutta quella polvere di vetro gli rovino' i polmoni.
La Tina lavorava, di giorno all'Accademia e di sera alla scuola serale del Castello Sforzesco, dove mi invito' ad andare a vedere quella che secondo lei ed il Clelio era una buona scuola d'Arte. Cosi' mi iscrissi a tale scuola che oltretutto mi dava tempo, durante il giorno, di fare qualche quattrino facendo ritratti a carboncino in Piazza del Duomo ed al Castello Sforzesco
La mia natura nomade mi spinse a viaggiare molto durante quel periodo ed andai in giro per l'Europa,specialmente Parigi, per l'Arte e Londra per imparare la lingua.
Nel 78 la mia curiosita' spirituale mi spinse ad unirmi all'Accademia D'Arte Vedica, prima in San Casciano in val di Pesa e poi in Figline val d'Arno.
Questa fu' l'esperienza che cambio' la mia vita poiche' studiai i Veda, i Purana e le Upanishad.
Durante quel periodo, al di la'di fare illustrazioni per il Bhagavata Purana, Bhagavad Gita e Chaitania Charitamrita, ho anche lavorato per il restauro di una villa del 500 con ale del 700 ed ho anche fatto le vetrate del primo tempio Hindu in Italia.
Nei primi anni 80 cominciai a fare alcune mostre presentando piu che altro i miei lavori esoterici che io chiamo " Vritti " e con i quali sono citato nel Dizionario Artistico Italiano curato dal Professor Mario Monteverdi e scrisse di me anche l'allora critico d'Arte del Corriere della sera Dino Villani.
Devo dire che sono sempre stato attratto dalla figura e dalla realta' ma, il grigiore di Milano e l'appiattimento delle personalita'dovuto alle mode mi spinse a dipingere cio' che trovavo nel mio interiore piu' che cio' che mi circondava ed al di la' di una serie di nudi ad acquerello la mia produzione di quell’ epoca si limita ad i miei Vritti.
Alla ricerca di pace interiore nel 86 venni in India dove trovai i miei personaggi, persone fuori dal tempo con vite semplici e sorrisi veri.
Donne vestite come principesse, eremiti con barbe lunghe che somigliano cosi' tanto ai santi nelle nostre cattedrali e poi le mucche, cosi care ai nostri Macchiaioli e Segantini.
Vivo tuttora in questa parte del mondo, ora sono in Sri Lanka ma per motivi burocratici sono stato anche per un certo periodo in Nepal, Tailandia,Hong Kong e le isole Filippine.
La vita in India non fu' semplice poiche' ho sopravvissuto vendendo i miei lavori in qualche guest houses e nei mercati delle pulci di Goa per poche Rupie, a volte a qualche turista incontrato per caso, altre, sono andato ad Hong Kong facendo murales o finti marmorizzati in ristoranti e night clubs ed anche lavorando sulle navi
Nel 2004 ho comperato un computer di seconda mano e questo ha cambiato le cose poiche' mi sono reso conto che finalmente posso accorciare le distanze e pur rimanendo qui', posso essere conosciuto anche nel resto del mondo,l'Arte e' fatta per essere mostrata ed ora posso farlo proprio grazie a questo strumento della nostra era e non solo ma ho anche scoperto un nuovo medium di creativita' Artistica.
Quante volte ho dovuto dipingere con materiale di scarsa qualita' come ad esempio su scatole di scarpe ed a volte addirittura con il carbone preso direttamente dal fuoco, Quante volte ho usato gli acquerelli per i bambini della locale scuola, quante volte dopo uno dei miei viaggi, per rinnovare il visto, mi sono ritrovato con i lavori daneggiati: dalle piogge monsonnali o dalle formiche bianche. Addirittura, una volta quando il mio studio era tutto in una valigia, in un viaggio in treno tra Calcutta e Varanasi, la stessa mi fu rubata, dentro cerano due anni dei miei lavori.
Vorrei anche citare come, durante il mio periodo all'Accademia d'Arte Vedica fui molto aiutato dal Maestro Sanguinetti che mi fece capire come le ombre siano trasparenti e le luci opache e come sia di basilare importanza capire l'essenza che costituisce un’ immagine.
Vorrei inoltre raccontare un piccolo aneddoto con il suddetto Maestro. Dopo avermi visto per molti giorni incapace di terminare una tela, semplicemente mi disse" Claudio,se non sai come terminarla, perche' non cominci invece a togliere cio' che ti disturba?"
Devo ammettere che quel semplice consiglio mi viene tuttora molto utile quando mi trovo in simili situazioni, poiche' spesso e' molto difficile sapere quando fermarsi ed il troppo fare uccide la freschezza dell'Immagine.
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